Ultimo tango a Parigi

Lo dicevo io, non dovevamo mettere quel disco, sapevo che la tua passione ti avrebbe portato a insegnarmi a ballare questo tango che ora mi sta stretto, così come tengo stretta te al mio petto. E fanculo la cena pronta apparecchiata, quel tavolo adesso è riservato a te, mentre cerco il burro e sai di marmellata, la tovaglia rovesciata a terra e tu rovesciata sopra, una tavola imbandita con la tua vulva mentre entro con le dita, il disco suona ancora mentre il piatto forte reclama, il burro fa il suo dovere intanto il pene penetra come un trapano, come quando la tua bocca lo reclama e vuoi che ti chiami ancora :puttana!

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