L’attesa è finita (racconto 2014)

(Questo racconto da me scritto ha partecipato al 13° torneo racconti del Diabolik forum)

L’ ATTESA E’ FINITA

©unododici2014

Sembra di stare al bancone di un bar, con i banconi liberi e sgabelli in fila ad attendere avventori da servire. Uno di quei bar di una volta dove trovavi solo da bere e al massimo panini da mangiare. In questo mio immaginario bancone al posto delle bottiglie i ricordi e invece dei bicchieri occhi per riempire spazi vuoti nella mente.
Dico sembra e lo affermo ancora, ma in realtà sono in una stanza buia e vuota dove solo l’immaginazione ti puo’ aiutare a sollevare le idee confuse che ti ronzano per la testa. Tutto moltiplicato per un tempo che non ha limiti e nessun confine a cui appellarsi. L’infinito ma anche il suo contrario si rincorrono da giorni ormai in uno spazio di fantasia.
Fino a quando fermo la giostra e da questo contrario nasce la visione che mi consente di evadere dalla stanza buia. Cosi come la testa di un bambino che si affaccia al mondo per la prima volta, vedo apparire te nella mia vita a riempire i ricordi nascosti dall’assenza. Non sono vagiti i primi suoni che emetti ma parole di preghiera per cercare un perdono. Come se io fossi al corrente della tua vita passata lontano da me, senza chiedermi mai il permesso di avere il coraggio di crescere senza un padre.
Soltanto adesso, dopo 18 anni vissuti regolarmente, pur con il peso di un’assenza importante, scopro grazie alla tua necessità di interrompere l’attesa di cancellare un passato sbiadito, di chi sono figlio.
Accendi la luce dei tuoi ricordi, conservati per me, in questa stanza buia.
Quello che vorrei fare è andare via di corsa, per fuggire nel minor tempo possibile da ogni tentativo che quella figura apparsa dal niente possa creare per costringermi a fermarmi. Ma la forza invisibile del vuoto che cerca costantemente di scoprire la verità mi lega allo sgabello del mio immaginario bancone. Oste, mi serva pure la sua unica bottiglia da svuotare e ubriachiamoci di ricordi che possano svanire presto dalla mia mente come macchie di sugo mai lavato.

“Me ne sono innamorato la prima volta che l’ho vista, era tua madre. I suoi capelli rossi e il sorriso la accomunavano al sole, ci siamo conosciuti d’inverno, Lei è stata come una coperta invisibile per la mia insicurezza. Sono stati mesi d’amore e divertimento, fino all’arrivo dell’estate, quando una sera in riva al mare Lei mi ha annunciato il tuo arrivo. In quel momento mi sono sentito l’uomo più felice sulla terra.
Ma ogni medaglia ha due facce. Nei giorni seguenti mi sentivo felice e tormentato.
Quell’estate non aveva portato solamente la notizia della tua nascita, contemporaneamente stava crescendo in me un dubbio sempre più grande. Avevo incontrato un ragazzo in quella cittadina di mare, faceva parte della compagnia con cui ci intrattenevamo la sera nei locali. Una sera ci siamo incamminati da soli verso la spiaggia per camminare e parlare un po’, fino a quando ci siamo seduti sulla sabbia a osservare la luna guardiana del mare, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo avvicinato le labbra. Ci siamo baciati e poi ci siamo spogliati.
Fare l’amore con lui non era un modo di tradire tua madre, ma stavo scoprendo realmente la mia identità che fino ad allora avevo tradito. Sono andato via con lui, ma Lei non ha avuto la forza di guardarmi negli occhi, guardava il suo grembo che ospitava la tua avvenenza e piangeva.
Qualche settimana dopo tua madre ti ha messo al mondo nell’attesa di vedermi tornare all’improvviso dalla mia assurda scappatella, ma io sono scappato troppo lontano da Lei. Da te.”

Vedo la stanza girare intorno a me, sono fermo ma mi sento instabile, come se una forza potente stesse mescolando al di là dei miei giorni le carte della mia esistenza, pur non avendo ancora capito se iniziare questo nuovo gioco o fermarmi a cancellare ogni tentativo di ricongiungimento con quel passato riscoperto, cancellare l’attesa rendendola realtà e chiudere il bar.

“Stasera ho cancellato l’attesa di 18 anni per ricongiungermi con la tua realtà, non ho mai trovato dentro di me la via giusta per ricongiungere i nostri rapporti mai iniziati.
Prima o poi arriva il momento in cui decidi di disfare il letto della tua esistenza e ricomporre come un puzzle la tua vita, cominciando a cercare i pezzi più difficili da incastrare. Pezzi che cerchi una vita intera senza renderti conto di averli sempre avuti tra le mani. E ora che finalmente puoi conoscermi, o disconoscermi ancora di più, sta a te giudicare il mio cambio di rotta che ha provocato la crescita di una famiglia senza un padre. Puoi giocarti tutte le parole che ti sei lasciato covare dentro a lacerare l’esistenza per distruggere ogni piccola quantità di affetto che un padre può credere di avere per un figlio che non lo amerà mai.”

Annunci

2 pensieri riguardo “L’attesa è finita (racconto 2014)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...