Stasera 

Stasera voglio fare uno di quei post di sfogo, sono incazzato, perché ci sono tante cose che non vanno come dovrebbero, perché gran parte del genere umano con cui ho a che fare ogni giorno non lo sopporto più, perché se mi ero ripromesso con questo nuovo inizio di stagione di stare calmo e non incazzarmi, sono bastati tredici giorni di settembre e già stiamo punto e a capo, perché gli stronzi esistono perché i vigliacchi esistono e esistono pure le gran teste di cazzo che credono di essere diventati qualcosa dopo anni di lavoro ma stanno ancora a zero. Adesso non mi sento meglio però intanto mi sono sfogato ed ora non vedo l’ora di immergermi nel mio mondo fantastico, che sia un libro o un fumetto, prima di dormire. 

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Richiesta d’Amicizia

Una lettera anonima spedita all’indirizzo del cuore, che gesto ammirevole quasi mi concentro e spengo la luce della luna con la forza del pensiero.
Va molto meglio quando evito di pensare agli errori che ho commesso, alla penna rossa che vuole evidenziare delle colpe che nemmeno gli angeli con le ali appena spuntate in cerca di un punto in cui cominciare a volare.
L’unica cosa certa sei tu, come quegli strumenti a fiato che suoni anche d’estate in attesa di ricevere la lettera della vita, nessun giudizio solo il sorriso di chi ha appena ricevuto una Richiesta d’Amicizia.

L’amore è una guerra 

il 10 settembre 2014 ho pubblicato questo testo che ritengo una delle cose migliori del blog, scritto insieme a Nicole.
C’è una guerra che distrugge sentimenti
dentro di me tra i miei flebili lamenti
immaginando come sarà difficile domani
cancellare ogni idea di stringersi le dita tra le mani.
C’è la paura di sentirsi soli in fondo al mare
in mezzo alla gente per cercarsi dentro al dolore
respirando come se l’aria stesse per finire
aspettare qualcuno che annulli la voglia di morire.
Ho paura dei legami
dei ricordi e dei temporali
temo ogni singolo pensiero
quanto è stato sbagliato fidarsi
incastrarsi
fra quegli sguardi persi
tra le sue labbra e i sorrisi
cosi indelebili
che mi hanno segnato il rimpianto
di non avergli detto mai per me sei tutto.
E ora infiammano il mio petto
le parole che non ti ho mai detto
fino a perdermi in uno scontro eterno
c’è chi la guerra ce l’ha dentro.

©unododici-Cos•tan(za)’s 2014

Conversazione con una pietra

Il mio angolo

Busso alla porta della pietra
– Sono io, fammi entrare.
Voglio venirti dentro,
dare un’occhiata,
respirarti come l’aria.

– Vattene – dice la pietra.
Sono ermeticamente chiusa.
Anche fatte a pezzi
saremo chiuse ermeticamente.
Anche ridotte in polvere
non faremo entrare nessuno.

Busso alla porta della pietra.
– Sono io, fammi entrare.
Vengo per pura curiosità.
La vita è la sua unica occasione.
Vorrei girare per il tuo palazzo,
e visitare poi anche la foglia e la goccia d’acqua.
Ho poco tempo per farlo.
La mia mortalità dovrebbe commuoverti.
– Sono di pietra – dice la pietra
– E devo restare seria per forza.
Vattene via.
Non ho i muscoli per ridere.

Busso alla porta della pietra.
– Sono io, fammi entrare.
Dicono che in te ci sono grandi sale vuote,
mai viste, belle invano,
sorde, senza l’eco di alcun passo.
Ammetti che tu stessa ne sai poco.

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Aiutami 

Avere un figlio adesso è presto oppure no
la paura è una ragione
che si basa sullo stato di conservazione.
Arriverà Natale anche quest’anno già lo so
il tuo regalo è una stazione dove un assassino è un viaggiatore.
Aiutami
a conoscerti di più
oltre il corpo nudo chi sei davvero tu.
Aiutami
a guardarti senza trucco
quel viso che mi osserva non lo riconosco.
Possiamo costruire il nostro mondo
adesso qui
il futuro è una variante che non dipende dalle mie domande.
Ricordi quelle foto mai scattate
certo si
il destino riconosce i sogni belli
li ruba e decide di tenerli.
Aiutami
a dipendere da te
siamo angeli che cercano le ali per volare
Aiutami
abbracciami ora
due cuori battono all’unisono
solo quando si amano.

Di buondì e asteroidi

Pochi giorni fa ho pubblicato un post dove parlavo di tre pubblicità che al momento mi infastidivano, fra queste quella del buondì Motta. Mi sono reso conto successivamente tramite facebook di quanto questa pubblicità abbia colpito più del dovuto, in senso negativo ovviamente. Tralascio le varie prese di posizione, considerando anche chi ne ha approfittato per ricordare che abbiamo problemi più seri di cui occuparci, come se utilizzare i social per insultare i politicanti e soci sia dimostrare serietà.
Il punto di questo mio post stasera è un altro, ridare un po di dignità alla bambina del post in questione, maltrattata per una colpa non sua. Chi ha realizzato questo post forse non ha messo in conto che le prese in giro a questa bambina possono diventare virali, e non parlo dei social che sicuramente la piccola fortunatamente non frequenta, per motivi di età. Ma a scuola come la mettiamo?

Si, hai ragione

Sì, hai ragione
non posso dirti
le cose oscure
che turbano il flusso dei giorni.
Non i minuti che sfilacciano l’attesa,
questa tetra illusione.
Gli amanti possono darsi solo il cielo,
lacrime dolci, senza spine.
Sì, hai ragione,
bisogna fingere e mentire
che tutto sia normale,
che non ci sia rancore.
Ma io, questa nera luce negli occhi
come posso estirparla?
E la mancanza d’attenzione,
e l’incuria per la vita.
Questo stare qui, senza prerogative.
Con il futuro imbrigliato nei ricordi.
Portami il mare, se sei capace.
Il cielo mi acceca.

©️Ilaria Palomba ❤️

Io sono luce

E’ notte
anche nella fontana delle stelle
notte
per gli amanti e i baci sparsi sulla pelle
l’anima mia non si placa canta implacabile
si fa sentire il desiderio in me, brama d’amore.
io sono luce nel tuo recinto, notte
tra il buio della solitudine costante
tra seni esposti come frutti da succhiare
beati noi tra i doni delle benedette stelle.
Io sono la mia luce
vivo tra le mie fiamme
non conosco la felicità di chi prende
eludendo i sogni per rubare le mie stelle
questa è la mia povertà
un dono la mia sincerità.
E’ notte
ora le fontane parlano più forte
notte
per gli ultimi canti degli amanti.

©ToniM2017 (ispirato da testi di Nietzsche, Cosi parlò Zaratrusta)

Ci difendiamo dietro la paura. 

Ci difendiamo dietro la paura. Paura di essere visti, di essere giudicati. Paura di non superare i prossimi cinque minuti, di non saper capire il senso della solitudine. Osserviamo la paura arrivare da lontano e entrarci dentro, qualche volta la santichifiamo pure, quasi a voler essere spregiudicati. La paura è la vera sostanza che ci mantiene presenti, in un mondo dove vedi persone che si allontanano prima dai tuoi pensieri poi dai tuoi giorni.
Paura d’amare, paura ad aver un figlio, paura di morire e paura di non essere all’altezza.

Storia inventata per liberare le parole 

Da amico non lo so, se riesco a dare un taglio a questa relazione. Perché nulla avviene per caso però quando due persone entrano in sintonia significa che uno dei due si è innamorato e l’altro cerca di fare sesso, ma resta bloccato dalla condizione e si ritrova a cercare complicità nell’altro. Appartiene a ogni tipo di coppia, ma non credo ci sia qualcosa che possa farmi cambiare idea, toccare un tasto sentimentale non equivale a portare l’interruttore da off a on e vedere splendere il sole. Sei una spremuta di limone, sei la rugiada che specchia il malumore di certe mattine lontane dal piumone, quel letto che ti ha visto attraversare il posto a sinistra, nuda con il bicchiere in mano e la faccia da chi vorrebbe scopare ma con un amico si rischia di cadere.