Il libro

Per la serie “C’era una volta un post”

Tempi Moderni

Voleva stare ancora un po con lei, un tempo da misurare tra il bisogno e un abbraccio. Un abbraccio infinito, da non staccarsi più. L’ultima volta che si erano visti, ormai qualche mese fa, lui ricordava bene un giorno di freddo, lei si era addormentata con il libro in mano, come fosse la sua colpa e la di lui pena, questa voglia impaziente di imparare a desiderarsi. E sotto la finestra la neve, e sotto la coperta la strana abitudine di sfiorarsi le mani, come fosse peccato anche scaldarsi, oltre il desiderio di spogliare il cuore, oltre il pretesto di aprire la finestra e far giocare gli occhi con il bianco. Mentre quel silenzio ovattato vinto dall’abbaiare di un cane nutriva il trasporto di volersi baciare, qualcuno li vide allontanarsi tra le orme bianche in un orizzonte su tela. Intanto sul letto gli occhiali riposavano sopra la copertina del libro…

View original post 6 altre parole

Annunci

Il battipalo

Una blogger fuori dal comune, vi invito a leggerla tutta. 💌

Noi che crediamo che il mondo te lo diano confezionato compilando la lista dei desideri, non abbiamo percezione di quella fase che precede il momento in cui le mattonelle sono poggiate sul pavimento, quando ancora non c’è l’intonaco sui mattoni a vista dei muri, e di sicuro anche dell’operaio che supervisiona la macchina a maglio che conficca nel terreno i pali per fondazioni. Che poi, la macchina e l’operaio si chiamano nello stesso modo. E a me questa idea che qualcosa venga conficcato nel terreno fino a non vedersi più per costruire le basi di una struttura solida e duratura, fa paura. Perché noi esseri umani costruiamo tutti questi edifici, tutte queste case, e non impariamo mai dai mestieri pratici e meccanici, a costruire quello che nel corso della vita ci serve più di tutto: rapporti con le paratie completamente immerse nel suolo, e pali abbastanza pesanti da essere usati…

View original post 1.244 altre parole

Rondini

Tempi Moderni

image

Non puoi capire le mie lacrime
sono rondini che lasciano il nido
in cerca di un cielo piu’ leggero
di questi occhi persi nel ricordo.
Oggi non sono più lontani
quei giorni di silenzi e stanze vuote
tra luci spente e sorrisi naufragati
come valigie e viaggiatori mai tornati.
Nessun dolore è come immagini che sia
lo senti solo quando ti passa attraverso
e non è mai lo stesso.
©Tonino Monti 20/09/2014
(Dedicata a Te!)

View original post

Concedi

Concedi un po’ del tuo tempo a chi rientra a caso in ballo, nelle notti romane e anche quando le grigliate sono una scusa per stare insieme a chi non ti ha più cercato.
Concedi un po’ del tuo spazio a chi ogni giorno viene considerato pazzo, perché mostra ferite come se anche l’orgoglio oggi fosse una barriera da abbattere.
Concedi soprattutto l’amore se nel nido in cui stai crescendo sorge il sole e la distanza che hai misurato da chi si è allontanato non permette di tirare un calcio di rigore.
Concedi a tutti la notte perché fa male vivere senza guardare le stelle, anche se fa più male pensare che qualcuno viva solo di quelle , di te del tuo sorriso sicuro, che fino a qui la vita è stata un battimuro.

Sarà un tramezzino che vi seppellirà

Riprendo questo post di CosTa(nza) e vi invito a leggere fino in fondo, sul suo blog 😊

Il mondo di Shiver

Lo ha scritto uno dei titolari di un locale storico di Monza, il Libra, che non ho il piacere di conoscere. Non amo pubblicare scritti non miei ma questo, a mio personalissimo parere merita, non tanto per lo stile, più per la parte umana che c’è dietro.

L’altro giorno stavo lavorando al bancone del Libra durante un mezzogiorno, come al solito tanta gente, tutto molto informale, insomma un bell’ambiente per lavorare e fare la pausa pranzo.

Verso fine turno lo vedo entrare e so che sarà un problema. Giacca stazzonata, faccia segnata da una vita sicuramente difficile, lascia l’idea di un uomo che vive in un auto, ha i movimenti rapidi di un predatore spaventato, sul chi vive. Vede che può ordinare senza pagare subito e mi si avvicina. Sorrido.

Gli chiedo se ha bisogno di qualcosa. Ha occhi fermi ma stanchi, si vede che avrebbe bisogno di una doccia…

View original post 620 altre parole

I giorni dopo

Ci sono giorni dopo che non avrei mai voluto vivere
senza di te
La sera sento un vuoto nello stomaco anche se ho mangiato
tutti i ricordi con te
Al supermercato compro tutto senza glutine
cucino anche per te.
Quando deciderai di tornare
avverti prima così provo a vomitare
tutte le fotografie di noi insieme
fatte al mare e quando facevamo l’amore
Se proprio pensi di tornare
avverti prima che le lenzuola sono da cambiare
ho dormito sempre solo senza orario
ma le lacrime non hanno trovato posto sul mio diario.
Ci sono giorni dopo che aspetto di veder passare
per non pensare (più) a te.

L’amore

L’ho smarrito ieri sera
quando sono andato a dormire ancora c’era
gli piace molto stare alla finestra
guardare il mondo com’è fuori dalla stanza.
Non sono uscito a cercarlo
si assenta spesso è un vagabondo
ma questa volta non posso perdonarlo
anche se esiste solo lui al mondo.
L’amore è un tormento
una partita senza fine
una foglia nel vento
nutella spalmata sul pane.
L’amore questo sconosciuto
non è mai quello che credevi
una soluzione non è mai un aiuto
anche se nel tuo cuore ci speravi.
L’ho smarrito ieri sera
diceva di essere l’amore
però nessuno mi ha avvisato
qualcuno che c’era già passato.

Avevi ragione

Avevi ragione, la vita non si vive da soli, si deve trovare un passeggero che sappia condividere con te le buche, le strade sbagliate, i cartelli stradali e le strisce orizzontali consumate.
Qualcuno che conosce la direzione da prendere o perlomeno l’intuito di evitare di passare con il giallo al semaforo delle occasioni, occhi come vestiti usati da condividere.
Avevi ragione, non è facile vivere con chi intorno a te continua a ripetere “se lo dici tu”, come se la sapienza fosse una grotta da esplorare e non un animale senza nome da studiare.

Testo a tre

“Una vita passata ad aver paura di innamorarsi
di innamorarsi della persona sbagliata
come se l’amore fosse un errore
e non un sintomo da esplorare.”

Poi un giorno si incontrarono: un caffè caldo, due chiacchiere e la netta sensazione che niente sarebbe più stato uguale. O più semplicemente che tutto sarebbe stato diverso.
In quel preciso istante, con il cuore accelerato e lo stomaco sottosopra, si scoprì malato della sola malattia da cui non si guarisce mai.
Tornando a casa, più tardi, aveva la leggerezza di chi, a ogni passo, si lascia dietro tutto ciò che ha sempre temuto e si rendeva conto che l’unico errore sarebbe stato aver paura di cedere a quegli occhi.
L’amore apparentemente non è per tutti, lasciarsi andare e fidarsi non è da tutti. Ci vuole coraggio e una buona dose di pazzia per dare a qualcuno le chiavi non solo del proprio cuore ma anche consegnarli le istruzioni per farti a pezzi. 
Un conto è lasciarsi spogliare l’altro è rimanere nudi senza le proprie difese in balia di un sentimento. E questo, ahimè, lo so bene. . .

Il 30 maggio scorso ho pubblicato la strofa iniziale riportata in alto, chiedendo di scrivere un seguito sotto qualsiasi forma nei commenti. Questo è il risultato ottenuto, e ringrazio pubblicamente Chiara e Nicole per aver partecipato. 💟

Chiara Cos-sta(nza)