Pasqualino

Pasqualino ha le mani che sanno di carbone, lavora tutto il giorno e la sera dorme davanti alla televisione. Pasqualino ha una moglie con cui vorrebbe far l’amore, ma appena scende le mutande Natalina scoppia a ridere.
Non è proprio una persona che si possa definire dotato, però lui è un uomo onesto e nella vita ha sempre subito, Pasqualino non ha vizi e non perde tempo a bere, al bar non ha amici ma si siede ad osservare, così per capire il mondo come cercare una direzione, fra quei tavoli di vecchi in preda alla disperazione, vuote le bottiglie da discorsi di pensione, e carte consumate da briscola e bestemmie, Natalina lo aspetta fuori e qualche volta entra e lo prende sotto braccio. Pasqualino fa il pagliaccio e saluta divertito, ha le mani di carbone e un gran bell’appetito, una casa che lo aspetta con la televisione accesa e una moglie che lo ama per quella sua aria arresa.

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Mi

Mi lasci dire eppure non mi stai ad ascoltare, alzi il volume del cuore eppure non riesci ad amare.
Mi cerchi dentro le parole che vorresti sentire, mentre il tempo scorre veloce su quelle da buttare.
Mi ami e mi odi mi lasci cadere mi fai pagare le colpe mi regali i colori, mi scruti mi spogli mi desideri mi imbrogli mi neghi te stessa, mi scordi sul tavolo accanto alle chiavi.

Ti va

Ti va
di essere innocente
misurare il cielo
volando sull’altalena.
Ti va
di sentirti importante
governare il mondo
per una giornata appena.
Ti va
di morire spesso
cambiare moto adesso
colorare il cielo
di un amore vero.
Ti va
di abbracciare un amico
così per sentito dire
dirigere il raggio d’azione
fino alla stretta del cuore.

Il venerdì dei sogni

È così facile distrarsi in volo, come un cucchiaio che imbocca il bebe’, un richiamo nell’angolo più remoto della mente cerca te. Sfogliando le carte la maga invoca una scelta determinata, come una caramella che si vorrebbe alla frutta in un mare di dolciumi alla cioccolata.
Fino a quando non ordini un caffè al barista, osservando distratto il calendario in bella vista, evocando ancora un sogno da aggiungere all’ennesimo venerdì che mi segno.

Il piccolo schermo

I giochi ci insegnavano a crescere e a capire il valore dell’amicizia. Lontani da ogni schermo possibile, solo noi, confusi tra la realtà e un pallone, l’album delle figurine e le storie del lupo mannaro. Gli eroi erano Mennea, Moser, Panatta, Paolo Rossi e i nostri genitori, sempre presenti.
Non come oggi, oggi l’umanità è distratta troppo dagli schermi e dalla fretta di arrivare, ma dove?

Torna

Torna quando vuoi (se puoi)
dimentica la storia (di noi)
nel frattempo annerisci 32 caselle nello schema di parole crociate
che la vittima non ha saputo cominciare.
Quello che mi hai detto (oramai credo a tutto)
è un segreto troppo grande anche per i contenitori della raccolta differenziata,
anche per i cuori con aritmia avanzata.
Torna per restare (o lasciami morire)
digerire le parole messe lì come un vestito che non hai mai indossato,
deliziato da uno spacco che se lo indossi a teatro tutto il pubblico maschile diventa cenere.

Me e Te. 

Mi aspettavo di più, dal tuo silenzio in poi ho immaginato cenere che si trasforma in farfalle, tentativi muti di oltrepassare il muro, sorvolare l’ostacolo volando con la fantasia. Io resterò sempre in quel limbo, quello che hai creato solo per me e che prima credevo una prigione, ora mi sono reso conto che… Si tratta del rifugio dei ricordi che non possono appassire, quei ricordi che due amici, come me e te devono saper conservare. 

Dimmi chi dorme accanto a te

L’obiettivo principale dovrebbe essere la vita, in ogni forma umana, di sesso religione ed etnia. La propria inevitabilmente, quella degli altri frequentemente.
Invece no, vedo una navigazione contraria dove prevale mostrarsi piuttosto che condividere le miserie pretestuose che condizionano anche i pareri dei pinguini al polo sud.
È tutto un gioco, la guerra è un gioco ma è un gioco serio, ovunque si gioca per il denaro, ovunque si interpreta il silenzio come assenso piuttosto che difesa personale, e ci si vende anche l’angelo custode per una sera a cena non per riprendere il dialogo ma per mostrare tramite i social il proprio gusto culinario. Ma dimmi, chi mangia e dorme accanto a te.

Ricordi

Anche tu li vivi quei ricordi, sono parte della nostra esistenza, sono gli anni in cui eravamo amici e gli anni in cui credevo un po di più al rapporto umano. Adesso sicuramente un vetro scuro appanna le nostre esistenze parallele, ma niente può cancellare i ricordi.
Mi manchi.

Voglia di volare

Torna indietro e cercami oltre le parole che hai sentito, misurando i sentimenti con le occasioni della vita non con il metro.
Entra nella mia vita come una ladra e rubami il cuore prima di togliermi i vestiti, nascondendo il futuro a quei cretini benpensanti, padroni di occasioni sfuggite al vento, non per disattenzione ma per voglia di volare.