Eva Kant

Disegno di Matteo Buffagni ©️Astorina

Bionda. Ma non dice sempre si. Neanche al suo compagno, dopo la svolta avvenuta in un albo del 1974, Un amore nuovo.
“Spesso mi tratti come se fossi una ragazzina…invece vicino a te non c’è una ragazzina ma una donna che si chiama Eva Kant!!”
Eva Kant fa la sua prima apparizione nell’albo N°3. L’arresto di Diabolik vede dunque svolgersi il primo processo a Diabolik, con conseguente condanna a morte, tramite ghigliottina, come uso da quelle parti. E’ il primo marzo del 1963, e le prime pagine di quel numero sono completamente dedicate a questa nobildonna, elegante e schiva, Lady Kant . Lei è la vittima destinata al colpo del Re del Terrore, in quanto proprietaria di un gioiello di inestimabile valore, quel diamante rosa che ancora in un paio di occasioni verrà tirato in ballo nel corso degli anni, un diamante però falso che farà comunque incontrare Diabolik e Eva, prima minacciata di morte e poi amata dal temibile criminale. Perchè Lady Kant non è quella che sembra. E scopriremo molto di più del suo passato dal 2003, con la pubblicazione del Grande Diabolik “Eva Kant. Quando Diabolik non c’era.”
Sarà compito di Giorgio Marchesi, nel periodo di pubblicazione dell’albo d’esordio di Eva Kant ha disegnare il suo volto, che su suggerimento di Angela Giussani sarà ispirato a Grace Kelly. Nel corso degli anni successivi abbiamo visto completare l’evoluzione dell’immagine giungendo alla definita figura disegnata da Sergio Zaniboni, disegnatore ufficiale del personaggio per molti anni.
Toni

Annunci

Non voglio dimenticare Diabolik

Un bel ricordo di Sergio Zaniboni

I nostri occhi sul mondo

download

Credo che questo agosto 2017 che sta per terminare verrà ricordato in futuro come un periodo decisamente negativo, perché segnato – ahimè – da eventi drammatici che, vuoi o non vuoi, ci rimarranno dentro. Ad alcuni tra questi è stato dato – giustamente – un risalto maggiore rispetto ad altri, soprattutto per la rilevanza internazionale dell’evento (mi riferisco in primis ai fatti di Barcellona naturalmente).

Alcune notizie, quindi, per ovvie ragioni sono rimaste un po’ in sordina e in secondo piano rispetto ad altre, pur essendo state ampiamente diffuse. E ce n’è una in particolare a cui io, nel mio piccolo, vorrei dare risalto.

Il 18 agosto scorso è morto a 80 anni un uomo, uno che in gioventù è stato un radiotecnico dell’Enel, e che invece rimarrà nella storia della cultura italiana per il tratto della sua matita (curiosi a volte i voli pindarici che ci riserva la vita!)…

View original post 143 altre parole

Sergio Zaniboni 

Chi mi conosce bene sa quanto sia legato al fumetto Diabolik, e da affezionato stasera voglio estendere anche qui sul blog il rammarico per la scomparsa del disegnatore “padre” del Re del Terrore, colui che ne ha creato l’immagine grafica definitiva, per volere delle creatrici, le sorelle Giussani. Sergio Zaniboni ha dedicato molto della sua vita artistica a Diabolik, con qualche capatina in altre case, una su tutte una storia di Tex Willer pubblicata su un Texone (albo di grande formato).
Per ricordarlo e farlo conoscere a chi vive fuori dal mondo dei fumetti, pubblico alcuni disegni.


L’arresto di Diabolik

Siamo appena al terzo numero e assistiamo al primo crollo del castello di paura che Diabolik ha creato intorno alla sua figura. Il Re del terrore (N°1), L’inafferrabile criminale (N°2) è stato catturato, L’ispettore Ginko ha vinto la sua partita molto presto e si prepara ad assistere all’esecuzione del più grande criminale di tutti i tempi.
Diabolik è stato tradito dall’amore, è caduto nella trappola emotiva che ha disorientato molti uomini nella loro vita, che siano stati eroi, criminali o gente comune.
Ma non può finire tutto qui, tutto subito, abbiamo appena cominciato. E la chiave sta ancora tutta in quello stato d’animo che comprende anche l’innamoramento della controparte, quindi la donna appena conosciuta, appena cominciato ad amare, sarà lei a risolvere con una forza d’animo inaspettata la situazione. Sarà Eva Kant, la donna che avrà un ruolo sempre più importante e duraturo, da amante a complice fino a rivendicare un ruolo primario che dimostrerà in molte occasioni di avere conquistato.
Quindi L’arresto di Diabolik (N°3) è il primo albo che contiene un punto di svolta nella sfida che diventerà seriale negli albi a seguire, negli anni a venire fino ancora ad oggi, con l’ispettore Ginko.

Se anche Diabolik finisce sulle riviste di gossip

Succede che la nuova frontiera della promozione commerciale comincia a comprendere il sodalizio tra gossip e fumetti, e succede che la nuova frontiera è stata inaugurata da Diabolik. In occasione dell’uscita dell’albo speciale estivo, già da anni presenza in edicola in un formato denominato Bonelli (dalle pubblicazioni di questo editore, Tex, Dylan Dog, ecc.),dal titolo Punto di Rottura. Il titolo e la sinossi annunciata annunciano una crisi tra i due criminali di Clerville, ricollegandosi a un vecchio episodio, qui abilmente ripreso dallo sceneggiatore Roberto Altariva.
Succede anche che nei giorni scorsi ho manifestato la mia perplessità verso questo tipo di lancio commerciale,sulla pagina ufficiale del diabolik Forum su facebook (MIA), pur riconoscendo la validità dal punto di vista promozionale non si può sentire che sulle pagine dello stesso facebook, siti abitualmente utilizzati per natura definita scandalosa, con gossip da spiaggia, riportino la notizia “Diabolik ed Eva Kant dopo 54 anni si lasciano”. Lo stolto, e su facebook ce ne sono moltissimi, abbocca e va a leggere e trae conclusioni degne della propria capacità, negando agli autori tutti di un lavoro che richiede più di un anno in tutti i suoi sistemi di realizzazione, la riconoscenza per aver scritto una storia che analizza l’aspetto personale del rapporto di rispetto delle idee che intercorre tra i due. Poi è successo che altre testate hanno ripreso la notizia, ne ho letta solo una e a parte il titolo era una scheda tecnica dell’albo in questione, più altre uscite della casa editrice Astorina per il mese di luglio.
Insomma, ricominciamo a dividere gli interessi per settore, il gossip da una parte i fumetti dall’altra, e magari qualcuno cerchi anche di comprendere che l’insegnamento della cultura sociale è un approfondimento da non trascurare, sai le scoperte che si possono fare, anche se non fai la settimana enigmistica che ti accende il cervello ogni 5 secondi.
(Grassa risata)

Ne riparleremo dopo la lettura. 

PUNTO DI ROTTURA

Era già successo che il cinismo di Diabolik si scontrasse con i principi di Eva Kant. Era già successo che simili scontri portassero la coppia molto vicino al punto di rottura. Ma non era mai successo che ci fosse un nemico pronto a approfittare della situazione. Un nemico venuto dal passato.

 Soggetto: T. Faraci – R. Altariva

Sceneggiatura: R. Altariva

Disegni: E. Barison

Copertina: M. Buffagni1

96 pagine in bianco e nero, formato 16,5 x 21,0 cm., 4,90 euro

In tutte le edicole dal 15 luglio

Caccia all’assassino (analisi diabolik inedito giugno)

Diabolik inedito di giugno presenta una copertina molto bella, dove Eva Kant perfezionata nel tratto dal copertinista Matteo Buffagni, fa la sua bella figura in primo piano. A catalizzare l’attenzione è un piccolo aereo con relativa scia che taglia in due la copertina condivisa con un uomo imprigionato. Che sia lui l’assassino a cui si da la caccia, da cui il titolo?
“Caccia all’assassino” vede il ritorno alla scrittura di un soggetto di Patricia Martinelli, in condivisione con Mario Gomboli. E ritroviamo quegli inizi delle storie gialle delle vecchie storie dell’autrice su giornali a fumetti come l’intrepido. C’è molto pathos e un groviglio di personaggi che rendono l’ambiente confuso, tanto procurare più di un sospetto sul possibile omicida.

Un delitto classico, per un furto dal bottino elevato. Nella sceneggiatura di Diego Cajelli assistiamo all’entrata in scena di Diabolik, interessato a conquistare quel bottino di cui si sono perse le tracce. Ma anche Ginko suo malgrado viene chiamato ad interessarsi del caso, anche se non di sua competenza, naturalmente fino a quando la sua strada si incrocia con quella del re del terrore. Il colpevole si scopre già a metà lettura, e da quel momento in poi cominciano le difficoltà per Diabolik e Eva, ma sarà lei stessa a risolvere il momento più delicato.

Nell’insieme la storia è godibile, indagini a tutto spiano e colpi di scena a creare suspence, del resto l’impronta di Cajelli è questa. I disegni del trio Cerveglieri, Montorio, Merati sono buoni e rendono molto bene nelle tavole con la pioggia, a mio giudizio.

Edicola SBE giugno

Le ultime letture da evidenziare per la serie di fumetti della Bonelli sono lo speciale maxi Zagor, alle prese con una bestia quasi invincibile, Dylan Dog di giugno che rappresenta la stesura di una graphic novel stile horror e il nuovo albo di Julia Kendall, questa volta la criminologa di garden City è alle prese con un delitto avvenuto nell’ambiente delle feste a tema dedicate a Elvis Presley. Tre letture gradevoli per tre differenti ambientazioni.

La bestia (analisi)

La bestia è il titolo dell’albo n°33 edito da Sergio Bonelli Editore per la collana romanzi a fumetti , reperibile in edicola da metà maggio. Si tratta di una bella storia poliziesca che tratta il tema classico del serial killer, montata in un arco temporale che parte dal 1969 e termina negli anni 80. Nel mezzo una serie di personaggi che si confrontano e si cercano, in un susseguirsi di cambio rotta che determina la brillantezza della storia.
Storia scritta da Bruno Enna e disegnata da Luigi Siniscalchi, che rende in pieno il tributo a quegli anni 80 in cui siamo cresciuti con le scene dei telefilm americani. In particolare affascina il personaggio di Mary Jane, MJ, protagonista femminile. Non da meno il personaggio di Brad, nonostante la sua violenza infondata, lui stesso è vittima di un’investigazione cattiva. Nel complesso romanzo molto bello per chi ama il genere, 288 pagine da divorare.
Sacramento, 1969. L’agente di polizia Bradley East arresta un sospettato durante un controllo di routine, scoprendo ben presto che non si tratta di un semplice ladro d’auto. Da questo momento in poi la sua vita cambia radicalmente, nel bene e nel male. Circa undici anni dopo, la giovane e intraprendente analista dell’FBI Mary Jane Patridge incappa in una serie di delitti inquietanti che conducono proprio a Sacramento e sembrano coinvolgere l’ormai ex agente East. Ha così inizio un gioco perverso e mortale, in cui nessuno è ciò che dice di essere e che conduce inevitabilmente la Bella dentro la buia tana della Bestia.

Tesori international 6


Macchia nera contro tutti, questo è il titolo del volume Tesori international, dedicato ai personaggi Disney con storie scritte per il mercato americano. In questo caso Macchia Nera è realizzato graficamente da Paul Murry, con storie scritte da Bob Ogle e Vic Lockman e pubblicate a metà degli anni ’60 sul comic book The Phantom Blot.
Si tratta di sei storie che vedono il criminale mascherato alle prese con fughe dalla prigione per rapinare Paperon De Paperoni. Particolarità di queste storie, i paperi vivono nella stessa città con Topolino e Pippo, ed agiscono tutti insieme, in particolare fanno coppia Paperino e Topolino, per cercare di difendere dagli attacchi di Macchia Nera il deposito di Zio Paperone. In una storia appare anche Maga Magò, come innamorata del ladro vestito di nero.
In buona sostanza storie appetibili e spassose, ma personalmente preferisco le storie degli autori italiani dove Macchia Nera appare ed agisce come un vero criminale, a Topolinia, qualche volta con la complicità di Gambadilegno. Pane per i denti dell’investigatore Topolino, ad aiutare il commissario Basettoni.

Nel centro della bufera (Julia 221)


Albo di febbraio decisamente invernale per Julia Kendall, spedita nel mezzo di una tormenta di neve insieme al tenente Webb, come scorta di un pregiudicato. 


Nei disegni molto belli di Roberto Zaghi e la sceneggiatura di Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza si vivono dei momenti di vero pathos, dove al limite della sopravvivenza i soli tre rimasti, Julia, Webb e Sommer, il prigioniero, devono affrontare oltre i pericoli della natura anche l’incontro con personaggi ostili. E qui si rivela il colpo di scena, forse imprevisto forse naturale, ma dall’unione da tre differenti forze, Webb ferito e febbricitante, Julia comunque costretta a subire la debolezza di essere donna, nonostante un tentativo di rivalsa da un’aggressione a cui deve cedere, è Il cattivo a portare in salvo la pelle ai tre superstiti, mostrando abilità ma prima ancora correttezza nei confronti del suo ruolo.


Albo molto bello, devo dire che negli ultimi mesi le storie di Julia hanno in gran parte ripreso un corso innovativo e si stanno stabilizzando su una sceneggiatura più accorta nelle avventure da proporre. Nei particolari de Nel centro della bufera va sicuramente riportato come ottimo espediente il percorso narrativo inframezzato dalla descrizione degli avvenimenti a Garden City, dove nessuno è al corrente della situazione in cui si trovano i nostri, e protagonista principale in questa parte del racconto diventa Emily, la fedele governante di Julia, bersagliando di richieste la centrale di polizia.


Ritornando ai disegni trovo molto suggestive alcune vignette di Julia, specialmente nei primi piani, quel viso e quegli occhi dispersi nella neve, con la speranza di uscire dalla tormenta che l’ha vista per un momento ricongiungersi alla madre in uno di quei sogni onirici che la contraddistinguono.

Giudizio finale : positivo, consigliato.