un colore

Io la racconto cosi
come un uomo di colore
ma in fondo un colore cos’è
se distante da qualsiasi perché.
Chi sono i deboli
come si riconoscono
le occasioni perdute
e poi, chi lo dice…
“La diversità è la ricchezza”
ho dovuto fare i conti
con la paura, con l’ignoranza
con tutto quello che passa nella testa.
Foto sgranate
buffoni restate
a farci compagnia
passate le foto la vita scorre via.
Corre.
Corre.
Si volta per ferirti
a volte uccide per gioco
restiamo appesi alla violenza
e la speranza è dentro una radio.
Corre.
Corre.
E’ una bandiera l’amore
confuso tra strisce e un colore
quello che segna la pelle
di chi vive inseguendo le stelle.
Una preghiera recitata in fretta
il nostro è un altro cielo
ma in fondo un colore cos’è
se separa l’amore tra me e te.

©ToniM2018

Annunci

Eclissi

Chissà se fumi ancora, e semini briciole nel letto. E quando non hai sonno parli ancora con il gatto? Immagino il tuo corpo avvolto nell’asciugamano, dopo la doccia il cuore resta ancora sporco? Lui ti chiama spesso oppure lascia che il tempo passi, dopo il primo amplesso l’eccitazione che trasmetti comincia a diradarsi, lo sai bene anche tu per questo hai cominciato a concederti nel sesso anale, come soddisfazione mi sembra paragonabile all’aspetto di un maiale. Il tuo uomo, ma forse i tuoi uomini, conoscono il tuo principio lunare, secondo cui durante l’eclissi bisogna dare a fondo per procreare, come un’ordinazione che arriva col corriere un bambino potrà arrivare, nella solitudine di pianeti oscurati, nella missione secondo cui il mondo si può ancora salvare.

Un posto migliore

Un posto migliore del tuo sorriso, del tuo tempo, del tuo scacco alla regina alla risposta, del tuo cuore rosso come le amarene, delle tue lentiggini fiere come pulcini da covare. Un posto migliore del tuo mai,mi avrai. Del tuo sempre, per te. Un posto migliore di niente, di tutto, di certo e poi mi scordo di fare il bucato, però la gomma di scorta è riparata, la gomma americana l’ho comprata italiana. Un posto migliore della vita promessa, della strada sconnessa, del difetto cardiaco. 😊❤️

Prova a pensarmi

Anche solo dopo un giorno
chiamami,
magari condividiamo il cielo dentro
o anche solo le idee sbagliate
quelle che ci hanno divorato
la sensazione che non mi hai perdonato.
Avremo da dirci molte cose
tutte storie un po così
il nostro generoso cuore
al primo colpo si è fermato
nonostante il caffè a colazione.
Prova a pensarmi ancora domani
magari con la faccia tra le mie mani
e le lacrime divise per colore
come quando vedi l’arcobaleno
tu sei il mio dolore più sincero.
Prova a pensarti ancora così
diversa dall’ultimo bacio dato
chiusa in una scatola di cartone
come quando i pacchi stanno per partire
come quando i pacchi arrivano a destinazione.

Disturbi di luminosità – Ilaria Palomba

Non sono capace di fare una recensione di questo libro, Ilaria Palomba ha scritto qualcosa che si potrebbe definire opera per come viene “mostrato” seppur senza immagini, definendo nel contenuto una necessità di condividere un’esistenza sporca, sporcata dalla necessità di crescere attraverso un corpo che esiste nell’influenza sessuale a cui risponde, per bisogno di altri corpi, maschi femmine stupratori e padroni, in un continuo viaggiare di città in città, lasciando cartoline di contributi visivi respirando tutto quello che l’altro mondo promette e mantiene. Ne fanno le spese i rapporti maledetti fra figlia e padre figlia e madre, fino a sparire in un abisso controverso ma sincero. Ne scaturisce una donna sofferente ma bella per non aver nascosto la realtà al proprio corpo.

Faccio delle performance. Scrivo poesie su fogli bruciati e li infilo con degli aghi sottopelle. Strappo via gli aghi. Strilla sangue, provo un piacere lacerante. Vengono a vedermi. Applaudono. Mi spoglio nuda e sanguino. Mi bramano. Godo del loro desiderio. Vivo nelle loro brame.

Adesso sei

Chi è l’altra te, quella che vive dall’altra parte dello specchio, in un altro mondo mai uguale a questo.
Quella che sfida la fortuna inventando decisioni per migliorare l’aspetto, del futuro non dell’armadio, lo scaffale dei maglioni.
Adesso sei, una storia vera con una macchia sul soffitto, sono spariti i mostri sotto al letto e l’amore è una vacanza senza fine racchiusa in un sorriso prima di dormire.
(Almeno questo te lo devo, il desiderio di essere qualcosa e non solo qualcuno, il merito di essere tu sola a costruirti senza l’aiuto di nessuno.)
Adesso sei, un viaggio che ha nascosto la partenza ma è fiero del panorama ancora in testa, anche dopo aver passato un’altra galleria e bevuto una birra in allegria, ad alta voce con un microfono finto tra le mani e una gioia vera che presto nascerà, domani.
©ToniM2018

Finiti

Son finite le frasi, le poesie
fulmini e saette
la seconda misura di tette
le faccine sorridenti
le facce da bronzo
le faccela vedé, faccela tocca’
Le facce da stronzo ,
le parole in bocca ai coglioni
i manifesti e i dialetti
le occasioni perse e i gatti sui tetti.
I mazzi di fiori
tanto mori
le canne dei ragazzi fuori
i vestiti delle ragazze facili
i ritratti in posa
i nudi artistici
le preghiere in chiesa.
I colori nelle carte
i full contro i bluff
i baci tirati a sorte
i falsi amori che “ti ammazzo di botte”.

La prova decisiva (inedito Diabolik luglio)

C’è una parure di diamanti che fa gola a Diabolik, mentre Eva sente caldo e anziché “lavorare” vorrebbe stare in spiaggia a rilassarsi come è in procinto di fare la baronessa Veronica Delcourt, proprietaria del gioiello in questione ma…
E qui viene il bello, perchè Veronica è la ex fidanzata del generale Von Walker, zio di Altea di Vallenberg, compagna di Ginko, acerrimo nemico di Diabolik. Mettici che Veronica e il generale, detto anche Volpone, dopo 25 anni si rincontrano casualmente e casualmente dopo questo incontro avviene il delitto su cui è costruita la bellissima storia dell’albo di luglio, “La prova decisiva”. Un giallo degno dei migliori titoli della collezione diabolika degli anni d’oro, con il colpevole che se la sghignazza impunito e un presunto colpevole che nulla può per provare il contrario, a parte la sua parola. ci penserà Ginko a mettere le carte giuste in tavola, non sapendo che anche Il Re del Terrore sta giocando la stessa partita ma bluffando.
Quindi possiamo affermare con sicurezza che questo albo esce bene nella struttura della storia, con una sceneggiatura a tratti anche leggera ma mai superficiale nel modo di comporre e scomporre le varie tessere del gioco, ricco di tanti personaggi ben delineati. Non manca la sorpresa finale, anche se a un certo punto risulta ovvia per mancanza di indiziati l’identità del colpevole, resta da definire il tracciato finale e qui se ne vedono delle belle.
Copertina che risulta anonima per l’assenza dei protagonisti principali, retro che sfoggia un bel ritratto omaggio del generale Von Waller, entrambe di Matteo Buffagni e disegni fra i migliori degli ultimi numeri della coppia Giuseppe Nunziati Jacopo Brandi.

N° 7
Data uscita: 01/07/2018
Pagine: 120
Soggetto: M. Gomboli – A. Pasini
Da un’idea di M. Iudica
Sceneggiatura: R. Altariva
Disegni: R. Nunziati – J. Brandi
Copertina: M. Buffagni

Compagnia

Mi fai compagnia nell’elenco dei giorni cancellati sul calendario, come fossero mosche questi ricordi che non si visualizzano spesso come accade con le immagini sui social. Mi fai compagnia ma non ti sento, non ti vedo e mi sorprendo a pensarti in un altro tempo, mentre aspetto che passi ancora un treno sui binari delle decisioni sbagliate, e farlo deragliare allo stesso modo di un pallone che rompe un vetro e la monotonia di una giornata che si spegne come il tramonto che fotografi ogni sera.

Sempre io sono

Ho sbagliato numero, magari no ho solo sbagliato tempo. Non mi ha aspettato nemmeno l’alba mi ha tradito con un’altra luna, ha viaggiato su un’altra barca. Ho aperto la porta sceso un gradino qualcosa mi ha fermato, l’insicurezza e il tuo folle sorriso armato chiuso nel pensiero come una bolla che scoppia ma non svela il segreto. Accetto la sfida con me stesso così se vinco o perdo sempre io sono, quello innamorato e quello non ricambiato. Manichino, ballerino, chiuso in una vetrina o su uno schermo cosa importa se tu non vedi oltre quello che vuoi vedere, chiusa in una gabbia d’ipocrisia. Concedimi almeno il pensiero di una giornata da vivere con te, come te, per te. Un pensiero di te.
©ToniM2018