Dal finestrino

Dal finestrino passa il tempo ti saluta con una mano, con una foglia mossa da quell’unico alito di vento che la giornata estiva offre, come fosse un caffè preso in compagnia di una puttana senza nome e senza mutandine per consumare in piedi. Su quello sgabello sotto il bancone del bar la signora del quinto piano non ci farà più sedere il nipotino, che lui vuole mangiare il gelato come i grandi, che bel bambino, peccato crescerà.
Dal finestrino passa il giorno e sembra non essere mai passato quel momento di sconforto che io so generato da un ricordo, e quante gomme da cancellare sono il vino che ti bevi come quel bambino con il gelato sciolto sulla bocca e tra le mani, come animali ci fermiamo a odorare il frutto del nostro antico dolore, che poi lo sai lo sgabello lo pulisce il ragazzo del bar, immaginando di toccare il culo della puttana strofinandolo con il detersivo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...