L’ortolano

Alla bocca ho dato le ciliegie, il culo risentito ha rifiutato le carote mentre i semi in gola aspettano di essere sputati, le orecchie nascondono il sentire sotto asfalto di nutella e il naso ingordo di polvere bianca non smette di sniffare. La mia mano è sul tuo cuore mentre la tua lavora tra le gambe, frutti acerbi i capezzoli pesca matura il tuo sedere mentre passo con piacere a sbucciare le tue pere, nel frattempo la carota è diventata una zucchina e ti penetra supina. La panna sulla femmina del fico trascinata sulla lingua provoca gemiti che li sente anche il vicino, il nostro amico ortolano che ci regala i suoi frutti e vai a capire poi il motivo. Sospetto che si tocchi quando cuciniamo le verdure piano piano, ma a crudo fanno un effetto che ancora un po ti sbatto.

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