Il primo amore (Diabolik inedito marzo 2018)

Albo celebrativo per il cinquantacinquesimo dalla prima apparizione di Eva Kant questo numero di marzo di Diabolik. Infatti il primo marzo 1963 la bionda Lady Kant arriva a Clerville da vedova di lord Anthony Kant, e non se ne andrà più via divenendo compagna sentimentalmente e criminalmente del Re del Terrore.
“Il primo amore” rivisita ancora una volta l’esperienza di Eva da fanciulla, nel periodo in cui si trova nel collegio di Morben, nel dettaglio l’incontro con Manuel, che qui scopriamo di cognome Morrison.I due si sono conosciuti fra le mura del collegio, seppur separati nell’area femminile e maschile, e mentre per Eva l’incontro ha provocato una scossa d’amore, Manuel si è servito di lei per fuggire dal collegio, ma questi sono particolari di cui si occupa la storia in edicola tramite flashback, e proposti inizialmente nel grande Diabolik dal titolo “L’ombra della luna”. Autore dei testi, come in tutte le storie che riguardano il passato di Diabolik e Eva, ma anche Ginko e Altea, è Tito Faraci, che oramai si muove in questa che si può definire una sorta di saga diabolika nel passato, ma mi piacerebbe leggere qualcosa osando di più su questi periodi. A differenza dell’albo dei 50 anni di Eva , dove sempre nel collegio si analizzava l’amicizia della bionda lady con la sua unica amica dell’epoca, Dolores, ho trovato questo numero non proprio esaltante, racchiuso in una scatola dove hanno prevalso i ricordi allo stato attuale delle cose, fermo restando il finale. Una Eva che inganna il suo compagno per andare a chiudere una faccenda personale, ma presentandosi impreparata agli eventi di fronte al suo “primo amore”. Una prima parte di facile interpretazione negli atteggiamenti di Manuel conducendo poi a un finale che coinvolge fisicamente ma non emotivamente, per scelta di Eva, Diabolik. Il finale stesso è una prova d’amore mai sopito, altrimenti Eva avrebbe fatto la scelta contraria. I disegni dei flashback sono di Giuseppe Palumbo, come tutte le storie che riguardano il passato dei nostri, e conosciamo benissimo la maestria del disegnatore bolognese, autore eccezionalmente anche della copertina questo mese, dove l’immagine dei due protagonisti all’epoca del loro primo incontro viene spezzata da un pugnale, arma che usa solo Diabolik, quasi a voler significare un contrasto fra le duesituazioni, passato e presente.la splash page è occupata dalla scena clou in cui Diabolik effettua il furto che viaggia al di fuori della trama principale, e sinceramente non approvo.Disegni dell’ambientazione nel presente di Giuseppe Di bernardo, buoni soprattutto in alcuni primi paini, vedere ad esempio tavola 39. Nel complesso un bell’albo, ma il richiamo della celebrazione fa perdere un po d’entusiasmo nella lettura, questo sempre a mio giudizio.

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