Non smetterò mai di ribloggare i racconti di Ilaria. Seguitela e leggete i suoi libri, non ve ne pentirete. ❤️

ilariapalomba

ila notturna
Mi è capitato, guardandomi allo specchio, di vedervi riflessi due volti. L’uno aveva pelle di pesca, l’altro di carbone. L’uno aveva dodici anni, l’altro quaranta. L’uno incupito e sgomento, l’altro assaporava un riso selvatico e oscuro nel nitore di un’aurora livida e senza sonno, con il fucile dell’arma sottobraccio e le mani macchiate di rosso.
Siamo andati nel bosco di notte trascinando i prigionieri con uncini di ferro. Il mio lo tenevo ben fissato nella carne sua. Gemeva in un dolore muto.
Non fermarti, supplicava il primo riflesso mio, il secondo imprecava pietà, o forse il contrario. Il controllo dello sguardo era fuori dai bordi, in memoria dei miei dodici anni ho acceso un cero prima. Un cero ha rischiarato il filo spinato, le luci intermittenti, il boato dei caccia, i palazzi divelti, per subissare tutto il fuoco nelle iridi alla vista del corpo. Cos’è un corpo? Da dove proviene…

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