Stefania Rotolo

Il lunedi sera c’era il film sul primo canale Rai, ed era sempre una pellicola importante, non un filmetto da quattro soldi. Si aspettava con giusta trepidazione l’inizio , non sapevamo neanche che film fosse, tutto a sorpresa. Memorabili i cicli con John Wayne o James Cagney, mi ricordo anche la commozione dopo la visione del film “Il campione”. Questo ciclo di film era aperto da una breve sigla realizzata da Lucio Dalla, uno splendido assolo di sax per un pezzo chiamato proprio Lunedi film. Su you tube si trova, un capolavoro.
La fascia preserale oggi invasa dai giochi a quiz a metà anni 70 era dedicata a trasmissioni musicali non indifferenti, una su tutte mi paice ricordare, perchè sempre nella memoria, Piccolo slam, programma condotto da una coppia formidabile, Sammy Barbot e l’esplosiva Stefania Rotolo, indimenticabile soubrette purtroppo venuta a mancare molto giovane a causa di una grave malattia (1981).In questi giorni ricorre il suo compleanno , lei era coetanea con Renato Zero, artista che in quel periodo sentivo a radio Montecarlo, quella con Awana Gana, quella storica. Il pezzo era Madame e ci piaceva moltissimo, e vidi per la prima volta Renato Zero in video proprio a Piccolo Slam, annunciato dalla sua amica Stefania. Nel 1981 Renato stava preparando un disco proprio nel periodo della scomparsa di Stefania, per questo entrò di diritto tra i solchi di Artide Antartide quel “Ciao Stefania” struggente (vedi Youtube).
Nel frattempo Stefania Rotolo si era fatta notare in altre trasmissioni televisive di prima serata, con balletti e sigle, due su tutti “Marameo” , brano allegro ballato con dei bambini e “Cocktail d’amore”, brano ancora oggi ogni tanto rivisitato, scritto da Cristiano Malgioglio, di cui esiste una splendida cover di Amanda Lear.
(Questo post segue idealmente la scia del precedente Sandra Mondaini

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2 pensieri su “Stefania Rotolo

  1. […] Noi si era tutti amici per davvero, accomunati da un pallone, una canzone, un sogno di domani. Ci si trovava per strada, senza avvertirci, non c’erano i messaggi, era tutto a pelle. La strada era il nostro social (oggi volgarmente chiamato) il campetto per giocare a pallone i nostri videogiochi, alla televisione guardavamo il cartone animato del pomeriggio , che poteva essere Heidi, Goldrake, Mazinga finché non arrivò Happy days, Fonzie e Richie Cunningham cambiarono per sempre la nostra vita. Le biciclette sfrecciavano sulle strade il pomeriggio dopo la scuola, eravamo noi il traffico, non le macchine. La passione per i fumetti era contagiosa, ce li scambiavamo come le figurine dei calciatori e d’estate ce li giocavamo a carte. Quei giorni occupano ancora un bel pezzo di questo cuore. Il sabato sera c’era il varietà in televisione, e stavolta voglio soffermarmi su un’artista che purtroppo ho avuto occasione di rivedere in quelle performance solo in seguito, tramite i programmi delle teche Rai. Sto parlando di Gabriella Ferri, memorabili i suoi sketch con Enrico Montesano, fra gli altri. Le sue canzoni invece hanno segnato un’epoca, gli stornelli e le ballate in romanesco, ancora oggi emozionanti a sentirle. Gabriella Ferri ha segnato anche tanti artisti in quel periodo in fase di crescita di popolarità, tra questi Renato Zero e la Bertè . Sapete che Il carrozzone era una canzone destinata alla cantante romana, ma l’ha scartata e quindi è finita a Renato, che in quel periodo condivideva gli stessi autori di Gabriella Ferri. Per oggi è tutto, segue nelle prossime settimane questo resoconto personale , con base principale un’artista dominante. Vi invito a leggere i precedenti articoli su Sandra Mondaini e Stefania Rotolo […]

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