Non ti ho voluto mai pensare migliore di così, come le nuvole che bagnano la polvere del tempo, esattamente ferma al centro del mio mondo.
Ho ben sentito un tuono ma forse era un battito più forte, quando ho disintegrato la corazza che fiera proteggeva il cuore, come un medico che indica riposo al paziente dispettoso.
Eccoti, eccomi, più piccoli di così solo negli occhi dell’astronauta che ci guarda da lassù, tanti punti colorati nel disegno di bambini innamorati della vita e dei sogni ancora beati.

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