Il porto proibito (recensione)

Teresa Radice ai testi e Stefano Turconi ai disegni hanno confezionato questa storia, leggendaria a mio parere, in circa un anno e mezzo, come si legge dalle note finali. Il porto proibito è una graphic novel composta da circa trecento pagine, da cui non vorresti mai staccarti.
Il protagonista è Abel , un ragazzo quindicenne, considerato bambino (siamo nel 1811 come ambientazione) apparso dal nulla naufrago su una spiaggia, e senza memoria tranne il nome. Subito imbarcato su una nave si scopre già dopo poco il suo talento nell’apprendere le cose di cui non dovrebbe avere conoscenza, una su tutte saper suonare il violino. William Roberts, primo ufficiale della fregata in cui viene imbarcato lo prende con se, portandolo in quel paese dove scoprirà lentamente ricordi di un passato che gli è appartenuto, Plymouth.
Qui facciamo conoscenza degli altri personaggi fondamentali della storia, le tre sorelle Stevenson per prime, proprietarie della locanda ereditata dal padre, quel capitano dato per traditore e assassino per cui le figlie cercano un riscatto della memoria. Si legheranno fraternamente con Abel, soprattutto la più piccola delle tre, da cui il ragazzo apprenderà qualcosa di più dell’esistenza del loro genitore. Altro personaggio importante è Rebecca, gestisce una casa di tolleranza, ma si rivelerà una figura fondamentale nell’incontro con Abel, arrivando a rivelare i suoi segreti.
Non voglio andare oltre con la presentazione iniziale perché il tutto merita di essere scoperto pagina dopo pagina, soprattutto gustando le tavole magiche di Turconi. Da notare che una parte dei testi, un racconto a fumetti in cui Teresa Radice coinvolge in pieno il lettore, è accompagnato da stralci di poesie, tradotte liberamente e di cui troviamo la fonte nelle pagine finali della bellissima versione “Artist edition”, insieme ai crediti musicali, come fosse un film e agli appunti di navigazione che mostrano tramite disegni uso e luoghi delle navi, dai diversi ruoli dell’equipaggio alle attrezzature di bordo. Non manca una mappa dettagliata della cittadina di Plymouth.
Il porto proibito ha vinto il Gran Guinigi come miglior graphic novel a Lucca Comics 2015
e il premio Micheluzzi come miglior fumetto a Napoli Comicon 2016.
Scrittura e disegni si impongono per naturalezza e stile, romanzo che consiglio anche a chi non si è mai avvicinato alla lettura a fumetti.
Nota finale personale, un ringraziamento al blog Pistacchi di carta con quale ho trovato spunto tramite un post dedicato a questa opera, di comprarlo.

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5 pensieri riguardo “Il porto proibito (recensione)

  1. Bellissima recensione, io non ho trovato ancora il coraggio di scriverla perché questo libro è talmente bello che non riesco ad ordinare tutte le emozioni che mi ha suscitato. Sono davvero contenta che ti sia piaciuto e che tu lo abbia scoperto grazie al mio blog 🙂

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