La chiave del mistero (recensione Diabolik inedito dicembre)


Questo di dicembre è un albo che chiude in bellezza una nuova annata diabolika fresca e promettente, per gli anni a venire. Nuovi nomi si affacciano all’orizzonte, sul punto di vista della scrittura, quindi se abbiamo trovato Roberto Altariva con le sue promettenti sceneggiature (compresa questa), festeggiamo con l’ultimo albo dell’anno 2016 consacrando il felice ruolo conquistato come nuovo soggettista da parte di Michele Iudica, qui alla sua terza prova, in maniera più completa. Ricordo che Iudica nasce sul diabolikforum conquistando nel tempo la coamministrazione del forum insieme al sottoscritto, e iniziando parallelamente la collaborazione con Astorina. La chiave del mistero è un albo che rende felici i seguaci dell’ispettore Ginko, da sempre in lotta con il criminale numero uno di Clerville. Protagonista assoluto Ginko si ritrova ad indagare su un delitto misterioso appunto, un caso difficile da risolvere con diverse direzioni da prendere che si pongono davanti.
Fino ad arrivare al bandolo della matassa che ovviamente prende in considerazione Il Re del Terrore, che comunque appare in azione solo a tav.68, ma senza lasciare intuire in quale ruolo stia giocando la partita, al contrario di eva, a mio parere facilmente intuibile che poteva essere solo lei Molly.
In conclusione bella storia, scene movimentate, delitti imprevisti. Se proprio si vuole fare una critica, è la solita questione dello spiegone, anche se personalmente non ho mai avuto da ridire su questa tecnica usata verso fine albo per ricongiungere al presente le azioni che hanno portato Diabolik e la sua compagna a raggiungere l’obiettivo, qui si è costretti ad usare i pensieri del solo Diabolik, in maniera abbastanz alunga.
Buoni i disegni che vedono l’esordio alle matite di Paolo Zaniboni, figlio dello storico disegnatore di Diabolik, Sergio, coadiuvato dalla coppia Montorio-Merati alle chine. Copertina con un bel montaggio alla telefilm americano, classica, per il tocco di Matteo Buffagni, che nella retro disegna una splendida Molly, a mio parere migliore di quella proposta nella storia.
Albo da leggere.

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7 pensieri riguardo “La chiave del mistero (recensione Diabolik inedito dicembre)

  1. L’inizio della storia è folgorante: parte come un giallo classico, un’impostazione insolita per Diabolik.
    Altrettanto insolito il fatto che, come hai detto tu, il protagonista compaia piuttosto tardi, al punto che il lettore a forza di girare pagine su pagine senza trovarlo si chiede “Ma dov’è Diabolik?” E poi il colpo di scena: Diabolik c’è sempre stato, ma sotto mentite spoglie, e ha cambiato pelle più e più volte come un serpente. Ingannando tutti come suo solito, compreso il lettore. Un colpo di scena degno di Westworld (al quale ho subito pensato appena ho visto la copertina: il labirinto è un tema centrale in questa splendida serie tv).
    Colgo l’occasione per dirti che ho pubblicato un nuovo post: https://wwayne.wordpress.com/2016/12/11/una-ragazza-adorabile/. Tra l’altro nei commenti io e altri 4 bloggers abbiamo sviluppato un’interessantissima conversazione sul cinema di Malick: sarebbe valsa la pena di pubblicare il post solo per quella.

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      1. Se un giorno tu decidessi di diventare ferrato in questo campo, non dovresti fare grossi sforzi: il cinema è un’arte giovane, e quindi non ci vuole poi molto a farsene una cultura. E poi, scopriresti un sacco di tesori nascosti: ancora ricordo l’Estate in cui scoprii il cinema di Fritz Lang… fu una vera epifania.
        Ho letto anche il tuo post su Dylan Dog: la Bonelli dovrebbe darti una percentuale, perché mi hai convinto a comprare un fumetto che altrimenti avrei lasciato dov’era (l’ultimo numero dell’Old Boy). Grazie a te per la risposta! 🙂

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      2. Ora sono troppo stanco, ma appena ripasso dal tuo blog mi metterò sicuramente a cercare i tuoi post sul vecchio cinema. Mi affascina molto, soprattutto per la sua straordinaria concisione: i registi di una volta sapevano dire tutto in 90 minuti secchi, e non c’era un solo momento morto dall’inizio alla fine. Adesso invece i momenti morti sono la prassi, e allungare il brodo fino a 120 minuti sembra quasi un obbligo. A presto! 🙂

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  2. Ci tenevo tantissimo a ringraziare Tonino per la sua recensione dell’albo (se non vuoi inserire tu il commento sul Forum spero lo possa fare io, magari un semplice copia/incolla 😉 ) e volevo ringraziare wwayne per le belle parole spese per la storia. Si tratta di una storia alla quale tengo molto, che sento molto mia, nonostante Diabolik sia un’opera “corale”, e che mi è piaciuto moltissimo scrivere. La cosa curiosa e “simpatica”, è caratterizzata dal fatto che, personalmente, non ho mai visto Westworld, nonostante sappia, più o meno, di cosa parla. Non so se anche il Direttore, Mario Gomboli, ha pensato a questa serie tv nell’impostare la copertina, potrebbe essere uno spunto per una eventuale domanda.
    Grazie ancora, per me, ancora alle prime armi nella scrittura di soggetti o spunti per le storie di Diabolik, è enormemente utile sapere il parere dei lettori, conoscere la loro opinione a riguardo e cercare di migliorare sempre più.

    Michele Iudica

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    1. Mi fa piacere che tu abbia la spinta a migliorarti. E’ un proposito che non devi mai perdere, perché il momento in cui ti senti arrivato è quello in cui comincia il tuo declino.
      A proposito di Westworld, segnalo a te e a unododici questo splendido articolo sulla serie: https://oggiscienza.it/2016/12/14/westworld-serie-scienza-fantascienza-filosofia/. Elenca una per una tutte le pubblicazioni scientifiche su cui si è basato Jonathan Nolan, e quindi fa capire perfettamente tutto l’immenso lavoro di documentazione che sta dietro a questa serie. Alla quale “l’altro Nolan” ha aggiunto ciò che neanche la ricerca più approfondita potrà mai darti: il guizzo, il colpo di genio, la capacità di raccontare una storia e tirarne le fila nel modo migliore possibile. Ti auguro una carriera luminosa come la sua.

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