La sportività risiede nel lucido intimismo che ci rende uguali agli altri quando ci guardiamo allo specchio, o in una vecchia fotografia, dove il peso degli anni passati non prevale sul senso di ingiustizia che nidifica nel cuore, ma è un batterio esterno che va condannato e poi giustiziato.
Quanto ti senti rappresentato uomo da questo estremo bisogno di difendere la propria intimità sociale come fosse un pacco segreto da spedire ad un indirizzo ignoto, quanto lo vivi in questo terzo millennio che ci sta portando alla deriva dell’isola che non c’è, dove anche i sogni stanno morendo come pesci avvelenati comunque dalle mani dell’uomo, lo stesso che arma il suo assassino, più suicidio di questo non conosco.
La paura che contraddistingue i nostri ideali è la stessa che ha cominciato ad invadere i disegni dei bambini, in un asilo sempre più lontano dal giardino per giocare e più vicino al dubbio sulla presenza del crocifisso sul muro, come se quel sacrificio si potesse cancellare con un semplice passaggio di spugna sulla lavagna.
Ecco, la vedi la lavagna?  Una volta c’erano scritti i buoni e i cattivi, oggi invece è suddivisa in bianchi e neri, ricchi e poveri, credenti e atei, buddisti e cristiani, vasco e liga, vergini e puttane, gay e etero, soli e basta.

©Toni

Annunci