Non esiste un luogo sicuro in cui rifugiarsi quando una mente assassina cerca di penetrarti il cervello e confondersi nelle tue paure, quelle di un qualsiasi cittadino. Le strade non sono più sicure di notte, abitate da persone malvage in cerca di un qualunque sfogo che possa condurli fuori dalla realtà, fin troppo satura di avvelenamento da media, propensi ad abbassare la preparazione culturale di un popolo dalla civiltà acquisita alla ribellione interiore delle idee.
E’ di giorno che gradualmente veniamo condizionati a prosciugare la resistenza costruita negli anni, a cominciare dalla sicurezza perduta nelle strade, in questa giungla di automobili e clacson ispirati alla musica ad alto volume che invade l’abitacolo delle macchinette fragili degli adolescenti impestando l’aria di note fatte di rumore. E le strisce pedonali ormai simbolo di un mancato orientamento verso un’attività educativa persa nell’ipnosi di un semaforo e nella necessità di rispondere a un messaggio in tempo reale, anche se la domanda posta è:dove sei? Come se essere fisicamente vivi comporta il guadagno di un livello verso la costruzione della nostra esistenza, tesa a imporre un profitto da notificare nel curriculum delle guerre mediatiche che hanno però prodotto assenza di sogni e capacità di rivalità discussa visibilmente attraverso l’apparenza.

©️ToniM2016 

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