Bud Spencer

La porta dell’ascensore si aprì al quarto piano, e il ragazzetto si trovò il passaggio sbarrato da una figura umana enorme, sia nel fisico che nella popolarità accumulata nel corso degli anni. Un incontro che non avrebbe dimenticato mai.
Il pomeriggio stava per volgere al termine e quel giorno c’era ancora una consegna da fare presso lo studio legale al quarto piano del civico 51, preparato il vassoio con i caffè e le altre bevande richieste nell’ordinazione, procedendo a passo spedito per evitare di perdere troppo tempo da li agli ultimi minuti prima di staccare, dovendo finire di sistemare le ultime cose al bar. Percorso il primo tratto del cortile e attraversato l’ingresso principale del palazzo, e i pochi gradini prima di arrivare all’ascensore, pochi secondi di attesa che la cabina scendesse al piano per poi risalire verso l’alto, contando i piani percorsi simultaneamente alla spia che illumina il numero del piano oltrepassato.
Giunto al piano selezionato, con una mano tenendo il vassoio e l’altra per aprire le ante, fino a trovarsi il passaggio sbarrato da una figura imponente, in attesa di salire nella cabina che lo conduca al piano terra.

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