Nel momento in cui chiuse gli occhi, io, sua figlia Catena, dissi «padre» per l’ultima volta, perchè la parola moriva con lui. Prima, quando mio padre viveva, tutto iniziava, accadeva e finiva. Dopo è stato solo un precipizio, un tempo spaccato, come il fuoco d’artificio nella notte, in mille pezzi e poi più niente,

Questo è l’incipit de “L’imperfetta”, di Carmela Scotti, per Garzanti editore.
Opera prima di una giovane scrittrice che mostra talento e passione nell’uso delle parole come descrizione di fatti ma anche di atti naturali altrimenti semplici come respirare o cucire un bottone, fino a considerare con un approccio più poetico anche le torture subite da Catena, il personaggio principale di questo lavoro.
In questo romanzo, ambientato nella Sicilia di fine 1800, si racconta della crescita spezzata di Catena, dopo la morte del padre, unico vero punto di riferimento e di raccordo per la bambina che è costretta dopo il tragico evento a subire le violenze dello zio e l’indifferenza di madre e sorelle, scaraventata di colpo in un vortice di violenze anche sessuali, convivendo come arma di difesa con i libri che il padre le ha lasciato, ereditati a sua volta da una madre mal vista accusata di stregoneria.
Fino a intraprendere una fuga che è anche un viaggio, in direzione del sogno di poter rivedere quel padre tanto amato attraverso riti specifici e catturando le parole dei libri, nel ricordo di quando era lui a leggere quelle righe per le figlie adorate.
Il romanzo è strutturato in due frammenti paralleli, due direzioni. Uno racconta il normale svolgimento della storia e l’altro è una sorta di flashforward presentato come un countdown, e rappresenta l’atto finale del romanzo, il tutto è narrato in prima persona da Catena.
Tutti i personaggi sono presentati per nome a inizio romanzo, tranne il padre di cui scopriremo il nome nel finale, perché lo stesso che darà al figlio. C’è anche tanto amore nel romanzo, quello di Catena per il padre e per il figlio, l’unico che traspare nell’impotenza costretta di fronte alla cattiveria di una mentalità povera d’animo.
Due parole anche sulla copertina scelta, molto bella, con il primo piano di questa ragazza in un momento di riflessione, circondata da una pianta rampicante, rami e foglie a cerchiare il collo, come una collana.
Giudizio complessivo personale molto buono, libro che consiglio vivamente a chi fa della lettura il proprio modo di viaggiare oltre il tempo.

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