Se vuoi te lo presto, questo modo di sentirmi quando il caso mi pone davanti le tue vecchie mail, quelle che ancora non avevo trovato, non avevo cancellato. E ti presto pure quella sensazione che si prova a leggere quelle considerazioni, spesso frutto di illusioni, non pensavo proprio di avere tutta questa potenza.
Vorrei prestarti anche il mio non essere nessuno, il mio cielo forse qualche volta nuvoloso, perché la paura si identifica in mancanza di partecipazione, nell’assenza delle parole, nel gioco del non dire per non farsi compatire.
E ti presto infine il cuore, i battiti sospesi nel momento in cui ho deciso di buttare tutti i bigliettini, quelli degli auguri o solo per farmi piacere, di sapere che c’eri. Quei cartoncini colorati e qualche volta ornati di brillantini, ora nel cassonetto della carta sono più lontani, da noi. Non ti presto invece il mio senso dell’amicizia, non l’hai capita mai e mai la capirai, sicuramente è colpa mia.
©ToniM2016

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