Jonas Jonasson debutta nel 2009 (da noi due anni dopo) con questo romanzo oserei definire tragicomico, ma nelle quattrocento e passa pagine di questo lavoro pubblicato da Bompiani,passiamo da argomenti opposti, città sparse in ogni capo del mondo, flashback temporali come stare al finestrino di un treno senza fermate.
L’inizio appare forse un po noioso, questa è l’impressione che mi ha dato, ma con l’evolversi del racconto e l’entrata in scena manualmente di tutti i personaggi, fino a diventare una quasi famiglia, cresce di interesse anche la storia. Inutile descrivere tutti i personaggi del racconto, va letto per entrare in sintonia, volendo dire una parola su Allan Karlsson, lui che il giorno del suo centesimo compleanno decide di fuggire dalla casa di riposo dove vive per destinazione ignota, troverà sin da subito l’occasione per vivacizzare il proprio tempo, sin dal primo incontro a cui seguiranno altri. Bella l’idea di alternare i capitoli del presente con il racconto della vita di Allan a partire dal giorno di nascita, passando quindi un arco temporale di un secolo, evidenziato da incontri storici.

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