Un libro che racconta e coinvolge, un autore che trasforma un racconto da spensierato a drammatico, senza lasciare tracce di qualcosa di incompiuto. Un paese, i nomi e i soprannomi, le esperienze di crescita, rapporti famigliari e primo amore, non manca nulla in questo romanzo che rappresenta la nostalgia di un periodo nero, primi anni ’60, dove la povertà era una spina nel fianco micidiale, ma l’esistenza era degna di essere chiamata vita, al contrario di questi tempi moderni che ci hanno lasciato solo i mostri e la paura di non essere in grado.
L’uomo nero è la figura negativa raccontata nelle favole, che prima o poi viene alla luce in ogni mentalità condizionata da questi racconti paesani, e la bicicletta blu è il sogno da cui tutto parte, non tralasciando i sacrifici che Gigi è disposto a fare pur di ottenerla.
Baldini narra senza avidità di particolari, ma senza appesantire la storia, le quotidiane scaramucce fra fratelli, le incomprensioni con i genitori,le emozioni da gestire nella scoperta del primo amore. Un racconto completo in ogni sfaccettatura.

L’uomo nero e la bicicletta blu
Einaudi Stile Libero Big, 2011, pp. 280, € 17,50

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