Il postino suona sempre due volte, ma quando si attacca al campanello vuol dire che la consegna va fatta espressamente nelle mani del destinatario, un pacco di illusioni non può essere lasciato in giacenza in uno squallido ufficio postale colmo di missive di battiti d’ali. Perché poi non esiste un “cuoriere” dove smistare i sentimenti, è un affare troppo delicato da affrontare con le parole.
E’ una partita ma non sempre a vincere è il più forte, il risultato finale lo traggono gli spettatori, le farfalle nello stomaco.
Finché una mano (la tua?) si insinua nel petto, stringe il frutto dell’amore e ferma il tempo come una clessidra impazzita, con il sangue al posto della sabbia, e nel tuo sorriso vedo la mia rabbia, mentre ti allontani dal mio campo di papaveri.
La partita tra i nostri corpi è terminata, come quando balli e ti stringi contro il buio per afferrare meglio il nodo scorsoio della collana di alcool che si agita nel corpo insieme al tuo sudore, che prima detta amore poi reclama dolore, in una sola direzione, la mia, penetrata senza via d’uscita da lancette di orologi fermi ad aspettare, il pianto da riempire ancora occhi su cui navigare, trattenendo l’ultimo bacio e non spedirlo più indietro.
Alle 23.59 il giorno è finito ma si chiude per trattenuta non prevista in un orizzonte infinito dentro la notte.

©ToniM 2016
Questo testo nasce dall’ispirazione dettata da due post di due amiche blogger che ammiro, post che ho “tradotto” a mio modo senza voler infrangere alcun significato reale nella condivisione degli stessi.
Quindi un merito speciale e la dedica va a:

(my)miricae

Pirofobia

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