Il gioco degli inganni (recensione Diabolik inedito giugno 2016)

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Un gioco che parte subito con un colpo ben congegnato da Diabolik, rappresentato anche nella avvincente copertina di Matteo Buffagni, ma bloccato sul nascere proprio dal derubato, prima vittima di quegli inganni da cui il titolo. Krantz viene descritto già nelle prime vignette, con il suo carattere dispotico e il comportamento odioso nei confronti dei dipendenti della sua piccola società, in cui emerge sin da subito la figura della blanda signorina Luciana. In questa storia che vede il soggetto della proficua coppia Gomboli-Pasini, quest’ultimo sceneggiatore insieme a Carla Massai, Diabolik usa le sue risorse per far emergere dall’inganno perpetrato l’anonimo doppiogiochista, non sapendo che nel gioco risulta coinvolto anche l’ispettore Ginko, e questo da alla storia quella spinta che la rende gradevole nella ricerca della verità, ben nascosta pur rimanendo intuibile nelle perplessità caratteriali dei personaggi. Il compito di Eva è quello di spalleggiare il compagno dall’interno della ditta, con una sostituzione improbabile ma pur sempre all’altezza delle capacità della bionda criminale. E il divertente succo della storia, a colpo riuscito, sta nelle tavole conclusive, nelle frasi di Diabolik e Eva.
Retrocopertina spettacolare ancora opera di Buffagni,con i nostri in atteggiamento amoroso, vista in molte pubblicazioni su instagram, a decretarne il successo. Anche la splash page risulta gradevole, nonostante i disegni dei Ricci continuano a non entusiasmarmi.

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3 pensieri riguardo “Il gioco degli inganni (recensione Diabolik inedito giugno 2016)

  1. Ho appena finito di leggerlo, e mi è piaciuto molto. Era da tempo che in Diabolik non trovavo un comprimario così interessante e con un peso così grande nella vicenda come la segretaria di Krantz.
    Altro punto a favore di questo numero: ci sono diversi capovolgimenti di fronte, ma la trama non diventa mai troppo complicata. E’ un rischio sempre in agguato quando leggi una storia Diabolika, e per fortuna anche stavolta è stato evitato.
    Non sapevo che Diabolik fosse così popolare su Instagram, ma la cosa mi fa molto piacere. Ormai “esserci” sui social è fondamentale per qualsiasi prodotto, e quindi se le vendite della Astorina riescono a trovare nuova linfa anche da questo potentissimo strumento ben venga.

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    1. Ottime considerazioni le tue. Su Instagram vedo molti disegni di giovani, che lo fanno per hobby ma anche di chi frequenta scuole di formazione, e questo la dice lunga su quanto ancora sia seguito Diabolik. 😉

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      1. E non è affatto poco, considerato che una buona fetta dei “fumettari” giovani legge esclusivamente manga. Grazie mille per i complimenti (ricambiati) e per la risposta! 🙂

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