Sara è l’ennesima vittima.
Gli hanno fissato una bella etichetta sopra, femminicidio. È un termine carino, che attira lo spettatore tipo, quello che vive di queste notizie e segue la cronaca minuto per minuto dell’esecuzione avvenuta.
Sara non è stata l’ultima, lo sappiamo tutti, però forse lei si poteva salvare, almeno così dicono, leggo i titoli ma non le cronache, non sono attratto da casi di omicidio così morbosamente, sono attratto dell’innocenza ben evidente sulle facce delle vittime, come se i giornalisti facessero a gara per pubblicare l’immagine migliore. Così il popolo si commuove meglio, salvo poi voltarsi dall’altra parte quando capisce che qualcosa non va.

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