Più riguardo a Nessuno scompare davvero

Dati 2016, 243 p., brossura
Traduttore Ciuffoletti T.
Editore Sur (collana BigSur)
Elyria, ventotto anni, ha un lavoro stabile e un marito a New York: ma un giorno, senza dare spiegazioni, molla tutto e parte con un volo di sola andata per la Nuova Zelanda. Passerà mesi a vagare in autostop fra le campagne di quel paese sconosciuto, incrociando le vite di altre persone e tentando di dare un po’di pace alla sua. Scopriamo che Elyria ha un passato difficile (una madre alcolizzata, una sorella adottiva suicida, allieva del professore che è poi diventato suo marito), ma la fuga non è causata da crimini o violenze: nasce da un malessere esistenziale tanto profondo quanto difficile da definire; e il romanzo è, di fatto, un viaggio nella mente della narratrice, capace di osservazioni acutissime sul mondo, ma anche preda di improvvisi squilibri; dentro di lei, dice, si muove un bufalo riottoso che non riesce a placare.

recensione

Un viaggio, una fuga, una decisione quella di spingersi oltre il proprio corpo, uno strato mentale da ripercorrere attraverso un viaggio infinito sulla strada e nei ricordi di qualcosa di sbagliato che ha accompagnato l’esistenza di Elyria.
Questo il mio contributo al primo interessante romanzo di Catherine Lacey, bello nella narrazione di un viaggio difficile, con un arrivo che non coincide con la realtà prevista, fino a rovinarsi in uno stupido incidente che cancella il pretesto della scelta e assume una vera e propria divisione non portata dalla distanz ama dalla mancanza d’affetto. Racconto interessante in certi dialoghi e in determinati pretesti di conoscere la vita.
Vedo che sta prendendo leggermente piede nelle liste di lettura in giro per il web, io ne sono venuto a conoscenza grazie a un contatto twitter da cui accingo spesso per le mie letture, quindi giustamente la cito @siufille.

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