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N° 3
Data uscita: 01/03/2016
Pagine: 120

Soggetto: T. Faraci – M. Gomboli
Sceneggiatura: T. Faraci
Disegni: P. Cerveglieri – G. Montorio – L. Merati
Copertina: M. Buffagni

Quel braccialetto, realizzato da Alberto Rupert con cura maniacale, è una vera opera d’arte. Eva lo desidera fortemente, e Diabolik troverà il modo di soddisfare quel desiderio. Ma il suo regalo scatenerà una serie di eventi imprevedibili quanto pericolosi.

Gli occhi rivolti verso il bracciale posato sul mobiletto, compreso di custodia originale, Eva visibilmente emozionata per la sorpresa inaspettata che il suo compagno è riuscito a fargli, ingannandola per portare a termine il colpo. Questo il punto centrale di una storia che porterà Eva a vivere un pericolo inaspettato.
Se la prima parte di questa avventura cavalca un classico nel genere a cui siamo abituati a leggere Diabolik, prende poi una strada imprevista nella seconda, dove è Eva al centro del racconto, decisa a conquistarsi una parte in quel colpo che il compagno ha realizzato senza di lei. La scena del pericolo e del successivo salvataggio rende con il finale un contributo valido per porre l’albo su un buon livello di critica.
I personaggi sono abilmente presentati con due diverse sfaccettature, moglie e marito in cattivi rapporti, ma stavolta il lato negativo è presentato dalla moglie, Valeria, mentre il marito Alberto rappresenta la vittima che reagisce in qualche modo. Torna in scena anche Ginko utilizzato per organizzare a sorpresa una trappola a Eva.
Copertina stupenda con il primo piano di Eva dietro il bracciale incriminato, retro bella ma la negatività del personaggio di valeria trasmette antipatia, tra l’altro stesso giudizio espresso da eva dopo l’incontro tra le due.
Disegni di un certo spessore, a parte alcuni passaggi.
Nel complesso storia nella media, buona.

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