Homo homini virus-Ilaria Palomba (recensione)

hhv

La ragazza solleva il capo con un espressione da cui non trapela nè stupore nè curiosità. E’ un gatto. Ha due grandi occhi verde foglia, scintillano, sono lame di coltello. Mi scuta un pò. Le acchiappo lo sguardo, simulando un’espressione lucida per consegnarle un’immagine di me più consona al ruolo. però poi scivolo. Le fisso i seni nudi, minuti, con i capezzoli in su che sembrano piccole more, e la pelle screziata di rosso come un dipinto di Kandinskij.

“Dedico Homo homini virus ai santi e ai dannati, agli artisti incompresi, ai folli e a tutti coloro che sono, oggi più che mai, delusi dall’umano.”
Non se ne parla mai di quelle due righe che ogni autore pone prima dell’inizio del racconto per identificare in un minimo estratto il senso di una storia. Delusi dall’umano siamo tutti noi, che facciamo i conti con un’esistenza varia nel circolo creativo dei personaggi che affollano la nostra città. E spesso non sappiamo niente degli altri, epure giudichiamo a prescindere.
Questo libro vi scandalizzerà, perchè le verità nascoste nel limbo inferiore dell’essere umano sovrastano ogni possibilità di fuga dal non voler conoscere il proprio corpo per la funzione cui è stato concepito: l’amore e il dolore.
L’amore ristretto in un circolo vizioso in cui il protagonista, Angelo, si perde suo malgrado, inseguendo una tentazione e vivendo egli stesso un tradimento doppio, legato alla propria anima piuttosto che al vero atto in se stesso. Quindi se la sua compagna Luisa gli preferisce il loro professore del corso di giornalismo, persona spietata, Angelo vede in Iris la sirena che lo porterà allo sbando, dove i corpi sono senza sesso tranne che nella carne.
Il dolore concepito come forma d’arte ma sottoscritto anche da Angelo come martorizzazione, fino a sprofondare nel baratro della droga e nel vuoto dei sentimenti.
Nel mezzo un racconto che vive di ricerca d’identità da parte dei personaggui ben descritti dall’autrice nella loro perforante deformità umana.
Ilaria Palomba è una delle ultime rivelazioni tra le scrittrici sui banchi dei libri, ricca dell’esperienza di studio e visiva, fra la sua laurea in filosofia e la frequentazione di forme d’arte come le performance, nonostante la giovane età.
Già visibile sul web grazie ala frequentazione di siti a tema scrittura, autrice anche di alcuni saggi e attualmente collaboratrice della scuola di scrittura Omero.
Di questo libro vorrei segnalare anche la presentazione dei capitoli, alternati nel soggetto di Angelo e di Iris, denominati con vere traccie musicali che passano da artisti di ogni genere, compreso quel David Bowie che in qualche modo ricopre la memoria della recente assenza, pur essendo uscito il romanzo già da qualche mese, in quanto proprio Bowie è il nome dello psicanalista di Angelo.

Il tuo volto in primo piano è un ammonimento, fisso i tuoi due occhi di colori diversi proprio come David Bowie, ma diciamo che sei Bowie invecchiato di almeno trent’anni

Per concludere vorrei consigliare questo libro a chi è alla ricerca di nuovi stili di scrittura, e soprattutto evidenziare la lettura di autori italiani, ben più meritevoli molte volte di alcuni titoli stranieri strillati ma senza carne al fuoco.
p.s. A breve pubblicherò anche una mini intervista a Ilaria, che seguo da alcuni mesi sul suo blog proprio qui su wordpress, anzi fatevi un giro e non ve ne pentirete: Ilaria Palomba

Annunci

3 pensieri riguardo “Homo homini virus-Ilaria Palomba (recensione)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...