Myriam si sveglia a mezzanotte, succhia il sangue frutto della separazione, ma all’alba si riprende il suo tempo e la sua libertà.
Libertà di essere di nuovo se stessa, alla faccia di pseudo giornalisti di gossip morti di fame perché la popolarità non si compra con una foto, si conquista con il lavoro fatto con passione, iniziato da bambina accanto alla Mamma e con le pizzette rosse che gli portava Tonino.
(Sicuramente questo post non lo capirà nessuno, e se qualcuno dovesse mettere like per favore spiegatemi il motivo. Oggi l’hashtag #ungiornounnome  Intanto parto dalla prima frase, da sempre in giro nella mia mente, e stavolta ho trovato l’occasione per utilizzarla con questa dedica a Myriam Catania e allo stesso tempo un omaggio a David Bowie, anche se il titolo originale del film è un altro.)

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