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“Qualcuno mi ha preceduto…devo scoprire chi è stato!”
Inizia da questo pensiero di Diabolik il primo albo del Re del Terrore del 2016, con il ritorno di un personaggio che pur vantando poche apparizioni, ha lasciato nostalgia in molti lettori, memori di quelle avventure degli anni passati in cui Altea, duchessa di Vallenberg, viveva in Beglait ed aveva come fedele maggiordomo il buon Lodovico. Questo ritorno non è però favorevole all’uomo, visto che il destino narrativo lo vuole morto, proprio per rendere protagonista principale la compagna dell’ispettore Ginko, tanto da meritarsi per l’occasione la copertina da sola (bella nel disegno di Buffagni, ma a mio giudizio distante dal senso della storia.)
Questa storia non mi ha entusiasmato molto, ma racchiude in se stessa elementi molto validi per lasciare la suspence nel lettore.
Vedi la diabolika coppia di amanti che ben si inserisce nel quadro dei protagonisti, il dubbio su chi potesse essere l’assassino, la vicina di casa di Lodovico che arriva a fare anche da spalla ad Altea , le sostituzioni di Diabolik che risultano impreviste, l’utilizzo di Ginko da fuori scena.
Merita quindi una sufficienza l’albo, ma il giudizio è condizionato dall’utilizzodi Lodovico come vittima, quindi a un lettore con diverse prospettive può lasciare sicuramente un’impressione migliore.
Nota finale, ritengo l’inserimento come soggettista di Roberto Altariva positivo per il futuro delle storie diabolike.
Impressione sui disegni, buoni, prevale la bellezza di Altea su Eva, ancora in fase di miglioramento in questo caso nel lavoro di Buffagni.

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