In questo libro non si narra il mistero di una scomparsa, ma il mistero che è racchiuso nei pensieri multiforme dei componenti della famiglia del ragazzo scomparso e poi magicamente riapparso dopo 4 anni. Ricordami così di Bret Anthony Johnston autore americano al primo romanzo, proposto da Einaudi nella sezione Stile Libero Big, è un viaggio nella mente e nelle paure di una famiglia che viaggia nell’incertezza dei sentimenti, dove l’eccesso è caratterizzato da genitori in estasi per la riconquista della famiglia al pari di un passato recente fatto di tradimenti e isolamento. Justin, il ragazzino tornato a casa dopo quattro anni di allontanamento, è il pretesto insieme all’immagine del rapitore per raccontare le esperienze di un ragazzino viste dalle stanze della casa e nel rapporto con il fratello minore Griff, nell’inconscio di una morbosa vicinanza con il serpente Sasha, serpente che entra a far parte della vita di Justin nel periodo dell’isolamento forzato dalla famiglia. Libro da leggere sicuramente ma tenendo le giuste distanze, a mio giudizio, dalla volontà di conoscere in qualche modo una verità che mancherà a tutti di essere elevata al giudizio popolare. La critica per questa lettura nei confronti dell’autore sta nel divulgamento eccessivo nelle descizioni per il modo di raccontare che poteva comportare un numero minore di pagine.

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