Io nella mia Vita ci voglio quelli che non mi riservano fischi anche se sbaglio un ‘rigore’.

Da piccolo mi sentivo piccolo, e non vedevo finestre aperte negli occhi e nei bisogni dei compagni di scuola e di gioco, spiragli per aiutarmi a crescere. E’ per questo che mi trovavo bene solo con gli amici di mio fratello, qualche anno piu grande di me.
Non mi sentivo in prigione quando in palestra si sceglievano le squadre da formare per la partita di basket o al campetto per la partita di pallone, e inevitabilmente io restavo sempre l’ultima o penultima possibilità di scelta, però mi sentivo isolato e crescevo con ideali fatti di promesse e necessità.
Da adolescente qualcosa è cambiato, cominciando ad andare a scuola in città e formando nuove compagnie con nuovi amici, sentivo cosi di aver trovato una maturità che mi riscattava da luoghi comuni imposti da una visibilità di quartiere.
Poi sono arrivati gli anni più maturi, il lavoro e la frequentazione adulta, ma non mi sono mai rassegnato completamente alle disavventure fanciullesche, pur avendo preso il largo in mare aperto, quel bambino con i braccioli sta sempre li vicino alla riva e mi guarda, cercando di capire se la barca migliore ha preso me come viaggiatore.
titolo post Laura Marziali

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