Il momento prima che una calamita riconosce un’altra calamita.

Mi tocchi e i rintocchi dell’orologio fanno da colonna sonora, musica da camera per una stradina sperduta nel centro di città. Sembra una spiaggia abbandonata all’arrivo dell’inverno, forse sono i nostri occhi allagati d’amore. Giochiamo a nascondino ma mi nascondo dietro di te, così mi trovi presto e ricominciamo a disegnarti cuori con la lingua sotto i fiori dei vestiti zuppa per la pioggia. Anche se non piove provo brividi solo a pensare di perderti in un lampo, il fulmine a ciel sereno che cancella il colpo ma si riprende l’armonia.
Le nostre mani e gli abbracci, e le bocche e i baci, e i piedi sono calci, sono passi. E i corpi sono nudi, sono calamite che si attraggono e si spingono. E i sogni sono visitatori paganti dello spettacolo che si sta avverando. E noi siamo unici.
(Il tutto, scarabocchi opera mia,in due minuti, partito dalla frase del titolo, scritta da Laura @la Daphne  Marziali )

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