Sorpresi dal temporale, ci ripariamo sotto la tendina di un unico negozio incontrato lungo la strada, isolata e poco frequentata. Siamo già bagnati zuppi, io e lei, ma saperla al riparo dalla pioggia che continua a scendere, mi fa sentire più sicuro, di me.
(lei)”Trovami una via d’uscita da questa situazione, che sia un salto nel passato o un viaggio nel futuro, qualsiasi cosa che mi possa spogliare adesso e farmi godere, di sesso e potere”.
(lui)”Proviamo a entrare in questo negozio, che tutto mi sembra tranne il valore del prodotto esposto, una vetrina consumata dagli occhi di chi è passato vicino al desiderio di togliere lo sporco dal corpo violato, ora io e te ci chiudiamo qua dentro, ci spogliamo e ci asciughiamo facendo l’amore”.
(l’altro)”Bemvenuti signori nel mio negozio, siete giunti all’orario di chiusura, ma poco importa, una volta chiusa la porta non è necessario uscire, toglietevi pure quei vestiti bagnati e scegliete tra i miei scaffali gli oggetti del desiderio che più vi fanno eccitare, fa bene all’amore anche lasciarsi guardare. Mentre voi vi possedete l’un l’altro io vi conduco tramite l’essenza che ho erogato nell’aria, nel mio giardino fatto di fate e girandole incantate”.
Sorpresi dall’eccitazione, ci indemoniamo in questo triangolo carnale, lei sopra me e lui dietro a noi, le mani le bocche capezzoli e capelli baciati a ciocche, gemiti e contorsioni fra sciocche allusioni, depravati e scortati ci proviamo a turno, uno dentro l’altro, nessuno sa più chi è lui e chi è lei. Tutti per uno in un peccato continuo, aspettando nuovi clienti sorpresi dal temporale.

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