“Sono ossessionata dalla paura di sparire senza lasciare tracce.”
Alimentare una distanza già vantaggiosa per chi è alla conquista dell’involucro definito essere umano, definizione da conquistare per un nuovo schema di parole crociate.
Cartolina vuota da riempire con le parole adatte a scatenare un tumulto nel petto, una commissione da sbrigare per ricevere una mancia degna di un altro bicchiere di vino.
C’è una guerra nei pressi dei semafori, sulle strisce pedonali, negli uffici comunali, nei bar e ristoranti, che come hai mangiato tu e quanto hai speso, non me ne frega un cazzo perchè prego, giungo le mani ogni volta che ti vedo, e ti vorrei vedere in salvo ogni volta che lo penso, sempre.
“E alzo le mani, come quando mi sembra stiano per sparare, e confondo sorrisi per proiettili, dentro questa miseria che non sento mia.”
Cartolina affrancata da spedire in un viaggio guidato come solo un treno e il suo binario infinito possono rimandare l’arrivo in cerca di una stazione per fumare. Vietato sporgersi dai ricordi in corsa.
Che cosa vogliono queste voci che si insinuano, come topi avidi di formaggio ma furbi a evitare trappole di coraggio, in tabelloni pubblicitari ricchi di vacanze e tette gonfie di giudizi e ambizioni, quanto costa un film porno e quanti soldi fa guadagnare?
C’è una guerra in ogni pompino realizzato, fra casino e casinò, giochi d’azzardo che rovinano la vita, come fosse una scommessa da pagare, l’insistenza di credere che lottando si può superare, il dolore.
C’è una guerra in ogni vita, dentro gli ospedali fra cavie da salvare, fra bambini partoriti con la memoria programmata, per accendere una nuova guerra quando un’altra è già finita.
Cartolina inviata, destinatario assente rispedire al mittente.

La frase in rosso è di Nicole
La frase in magenta è di Laura Marziali

Tutto il resto è opera mia, nella crudeltà e inutilità di una scrittura consumata come inchiostro in cerca di un pennino.

 

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