Intorno, mura invalicabili. Forgiate con i mattoni della paura impastati al cemento delle ossessioni.
Questa volta ho scelto una sola frase, presa dalle prime righe del libro, per rappresentare al meglio il senso di questa storia, almeno per come la vedo io.

In questo racconto del 2009 Barbara Baraldi descrive il mondo interiore di Amelia, una ragazza che si nasconde nel suo appartamento, appartenuto alla nonna, contro la volontà della madre. Amelia si nasconde da un incubo che la assilla, un duplice omicidio avvenuto nella piccola cerchia di amici nata nelle chat, prigioniera di se stessa, degli incubi fantasmi che infestano una coscienza provata dalla solitudine. Questo fino a quando decide di affrontare quegli incubi e liberarsi di un peso troppo grande per la sua giovane età.
Scorre bene la trama, arrivando a un finale ravvivato da situazioni più concrete, dove la resa dei conti si rivela nella verità di un passato mai intuito, nella vicinanza delle persone. Con scene noir ben sviluppate.
Personalmente vedo bene questo racconto anche come stesura per una sceneggiatura di una storia a fumetti, trovo i personaggi ben progettati anche per questo scopo. Da non dimenticare che Barbara scrive anche per i fumetti.

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