Passi svelti, come fossero tasti di un pianoforte , suonare concentrandosi sui ricordi, mentre scappi via dalla strada e dalla malinconia.
Passi rumorosi, come fossero tamburi della batteria, ritmo magico come ieri erano i giorni accesi dell’estate, tornando a ballare sulla sabbia rovente.
Passi come quando resti fermo, con accanto l’illusione di poter tornare indietro, tenendo il tuo violino tra le mani, e in faccia il dipinto della paura del domani.
Passi questa storia, speranza vana di condividere quel senso rimasto chiuso dentro casa, bloccato tra le tende e la finestra,  mentre fuori il vento chiama.

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