Passa una voce, confusa come le onde sulle rocce in un giorno d’inverno, forte come l’eco della nostra ribellione alla solitudine delle montagne.
Cresce un bambino, non importa di che colore è nato, ora anche lui cammina gattoni e chiama “Mamma”, per imparare a distinguere la cattiveria della gente che lo disprezza dal sorriso di chi l’amore lo interpreta non come un attore ma come una scelta di vita. Serenità.
Non è mai tempo di fermarsi, neanche quando la strada risulta interrotta, ci sono frane procurate dalle pioggie che sono frane procurate dalla tendenza ad arricchirsi sulle spalle della povera gente.
Sono carini i soprannomi, ci impediscono di crescere fino in fondo, così da non dimenticare il punto di partenza.

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