Sono vive, sono fragili, sono uguali.
Calamite.
Non come noi, noi che cerchiamo la diversità in ogni anima che respira con gli occhi,
come se quegli sguardi non fossero sogni pronti ad avverarsi, ma cicatrici che non si rimarginano.
Sono le stesse bambine che giocavano con le bambole,
sono le stesse mani che carezzavano il cane,
sono le stesse donne cresciute in un limbo sconosciuto,
sono gli stessi seni che hai desiderato.
Sono amiche, complementari ai propri bisogni di capirsi,
non cercano via di fuga ma cuori feriti come i loro resti
confusi in peccati non riconosciuti
persi in sorrisi non ricambiati.
Sono belle, sono forti, sono uguali.
Calamite.
Non come noi, noi che affondiamo l’amore nel bisogno di sentirsi unici.

Toni 4/1/15
titolo post, CosTan(za)
liberamente ispirato da Parole al vento

Annunci