Striges narra la storia di Zoe, una strega prossima all’iniziazione.17 anni, occhi gialli e capelli rossi. Ma Zoe è prima di tutto una ragazza introversa che ha voglia di innamorarsi, una volta trovato il vero amore, e questo succede, ma quell’amore nasconde molto più di quello che si può immaginare. Di contorno ci sono Chloe, la migliore amica, Sam, la ragazza che ha il compito di far scoprire a Zoe i suoi poteri, Sebastian il misterioso innamorato, un padre che desidera il meglio per la figlia, dopo la morte della madre, e una madre sempre presente nei ricordi di Zoe nella speranza di mantenere vivo un ricordo dovuto, sopratutto nei confronti del padre. Fors epiù adatto a un pubblico femminile, almeno in certi passaggi, ma Barbara costruisce storie che vanno al di là di ogni etichetta convenzionale.
Questo è il primo volume, a cui è seguito un secondo e in lavorazione c’è il terzo. Vi consiglio anche altre letture di Barbara, negli ultimi tempi dedita ache alla scrittura per il mondo dei fumetti, vedi Dylan Dog e Diabolik.
Qui trovate tutte le informazioni riguardanti i suoi lavori: Barbara Baraldi sito ufficiale
Per concludere, pubblico alcune frasi tratte dal libro, me le sono segnate perchè singolarmente mi trasmettono altre emozioni.

Ma trovare qualcosa che non si può possedere è peggio di non averlo mai ritrovato.
Tornai a incollare gli occhi al paesaggio.
Quel qualcosa capace di riempire il vuoto che mi aggrediva ad ogni risveglio.
Certe notti, nel mio letto, avevo paura di non riuscire a vedere il sole la mattina dopo, di dissolvermi tra le pieghe del buio e i sospiri degli insonni. Per sempre.
Era così che mi sentivo. Senza più una casa, perchè la mia non erano quattromura, ma il sorriso di mia madre.
Mi immaginai scrollarmi tutte le insicurezze come nodi di una corda, togliermi di dosso la catena dei pregiudizi e infine emergere con un colpo di reni dall’acqua contenuta nella vasca del dubbio, pronta ad accogliere l’ovazione del pubblico accorso per applaudirmi.
Anch’io evitai di guardarla negli occhi. Come se non riuscissimo a comunicare direttamente, e avessimo bisogno di uno schermo su cui incollare lo sguardo.
Andammo a sederci su due sgabelli con vista sulla fermata del bus.

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