Addio, mia amata complice

Data uscita: 15/07/2013
Pagine: 196
Prezzo: 4,90 euro

Soggetto: M. Gomboli – T. Faraci
Sceneggiatura: T. Faraci
Disegni: E. Barison
Copertina: E. Barison
Colori: Agnese Storer

Diabolik è gravemente ferito e le volanti sono alle calcagna, sirene spiegate. Eva Kant non esita ad arrendersi per permettere al compagno di fuggire, ma il suo sacrificio sarà inutile: il Re del Terrore è in fin di vita, condannato senza speranza.

mia recensione
Quello che esce dalla lettura di “Addio, mia amata complice” è pura emozione.
Emozione nel vedere ancora una volta consolidato nella maniera migliore il rapporto tra Diabolik e Eva, cosa che intuisce naturalmente anche Ginko, e cerca di difendere il legittimo sospetto di una macchinazione finale, in qualche modo portata avanti dal “triangolo” con Saverio Hardy. Emozione nel leggere una storia costruita con tale intensità, e coraggio nel proporre una alternativa al rapporto di coppia dei due protagonisti, ma i descritto in questa maniera, cosi’ forte e cosi’ delicato alla stesso tempo. La scena del tentativo di fuga di Eva in carcere, con ostaggio annesso, è sublime, compresa l’intuizione di Ginko. Vorrei spendere anche due parole sull’apparizione di Altea, qualcuno l’ha trovato superficiale, ma in quelle poche tavole in cui esprime le sue sensazioni sulla situazione capitata ai nemici del suo uomo, reintroduce in qualche modo anche il discorso rapporto Ginko-Altea. E qui Iudika penso possa condividere, alla luce degli ultimi studi che stiamo facendo sulla coppia. Tralascio le critiche di pochi che non hanno apprezzato la storia, ma hanno gia’ ricevuto risposta ai dubbi espressi. Aggiungo che i disegni di Barison non li apprezzo molto, ma per questa storia sono stati fondamentali, azzeccati. Nota sulla dichiarazione finale di Saverio, che dichiara la propria amicizia verso i due criminali come quando dichgiara il proprio amore per un altro uomo. Geniale. Prefazione e postfazione riportano cose risapute ai piu’, ma per i nuovi lettori penso sia qualcosa di interessante.
Copertina molto bella. Ricordo nelle pagine finali la prima apparizione del messaggio di eva contro la violenza sulle donne.

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La storia mi è piaciuta, in tutte le sue parti. Quello che deve raccontare lo fa nel pieno rispetto dei personaggi e nel pieno rispetto dei loro sentimenti. Interessantissimo il coinvolgimento di Saverio e il suo richiamo all’amore finito tragicamente, ancor più interessante la reazione dei Nostri ad un evento tragico che avrebbe potuto anche portare alla fine della diabolika coppia.
Il sacrificio di Diabolik, ma ancor di più quello di Eva va visto come un estremo atto di amore di una donna disposta a mettere a repentaglio tutta se stessa pur di permettere all’uomo amato e ferito di salvarsi (e fin qui non c’è niente di nuovo). Quello che invece mi è piaciuto moltissimo è il messaggio di Diabolik alla propria compagna (un messaggio che col senno di poi va tradotto come l’esposizione del piano per la fuga, ma idealmente è una completa dichiarazione d’amore del maledetto criminale nei confronti dell’amata complice): una dichiarazione che va oltre tutto ciò che hanno vissuto, una dichiarazione assolutamente inedita se ci facciamo caso (“Continua a vivere. Per me. Anche senza di me”), una dichiarazione che non sorprende soltanto noi lettori, ma persino Ginko (che diverse pagine prima aveva ribadito quanto conoscesse il modus operandi di Diabolik o di Eva o quanto conoscesse profondamente la loro psiche e il loro comportamento).
C’è poi il rievocare gli errori del passato (qualche giorno fa avevo riletto “Tragico Incontro” e mi ero soffermato molto sul comportamento di Eva e sul coraggio dimostrato da Altea), ma c’è soprattutto un ribadire a viva forza quanto l’alchimia tra i due inafferrabili criminali sia assolutamente impossibile da scalfire, assolutamente impossibile da spezzare.
Diabolik ed Eva sono invincibili perché invincibile è il loro amore (tanto per restare in tema di insegnamenti), perché indistruttibile è il legame che li lega.
E da lettore perdutamente innamorato di questo fumetto non posso far altro che augurare a questi due meravigliosi personaggi “una lunga vita, insieme”, proprio come le parole finali di Saverio Hardy. Con la speranza che anche Ginko (anche lui meraviglioso personaggio) possa trovare la sua ragion d’essere al fianco di Altea.(Iudika)

Un Gdk eccezionale, emozionante come pochi altri. Il meraviglioso rapporto che esiste tra Diabolik ed Eva è analizzato nella sua essenza più pura, e nel momento della tragedia rivela tutta la sua forza. il loro è l’AMORE, vero, puro e totale, che va oltre tutto; un rapporto eccezionale e completo. Il messaggio di Diabolik è quanto di più emozionante e sentito che io abbia mai letto su un fumetto, e al di la del £sottotesto” trasmesso col codice morse, quelle sono veramente le parole che Diabolik direbbe alla sua complice in punto di morte “Continua a vivere. Per me”. Per quanto entrambi abbiano dimostrato più di una volta di non voler vivere senza l’altro- oltre al già citato “Tragico Incontro” mi viene in mente “Una strage per Eva” e l’espressione di totale resa di DIabolik mentre getta il pugnale perchè, ora che Eva non c’è più, “in fondo, che cosa importa”?- in realtà Diabolik vuole solo che Eva continui a vivere.
Ho adorato il perosnaggio di Saverio, la rappresentazione di una pura e vera amicizia nella tenerezza incredibile con cui parla ad Eva incosciente e rivela a Diabolik di averla portata via per salvarla ed è assolutamente splendida la sua ultima frase, che chiude questo albo stupendo, con un’amissione sincera e pubblica di amicizia e l’augurio sentito di “una lunga vita insieme”.
Magistralmente gestita anche la presenza di Ginko e Altea, che finalmente vediamo unn po’ più vicini. Viene ancora una volta messo in risalto non solo il rapporto di reciproco rispetto che c’è tra l’Ispettore e i suoi due nemici ma anche, e forse è quello che ho apprezzato maggiormente, la grande empatia che esiste tra Altea e Eva, due donne molto simili, che probabilmente in un’altra realtà sarebbero state grandi amiche, e tra le quali c’è sempre grande comprensione.(Incollingo)

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