Pronto soccorso

Mi hai detto la verità
oppure tremavi per il freddo
l’ultima volta che ti ho vista
mi hai incantato con lo sguardo
tenersi tutto dentro
non dimostra alcun coraggio
e mettersi tutti contro
non facilita il passaggio.
Una linea temporale
che trasporta questo amore
va tenuta attiva con armonia
la forza è solo una scusa
per annullare la paura.
Pronto soccorso
magari mi vesto
e ritorno a prenderti in quel buio pesto.
Mi rimangio le parole
anche quelle mai dette
un amore va dimostrato
senza metterlo alle strette.
Guardarsi negli occhi,fissi
imparare a conoscersi
anch’io ammiro il tuo talento
nel sognare un altro mondo.

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Favolette

Quando le api pungono, muoiono
e noi ancora qui a parlare del nostro amore
di un amore infinito riconosciuto nelle fotografie
immagini con data di scadenza impressa bene negli occhi.
E noi ancora qui
trasmissioni in replica per la supplica di un si
dimostrando i fatti a un pubblico invisibile
Rachele e Silvia stanno bene insieme
e quando si spogliano sanno dove si devono toccare.
E noi ancora qui
tra pagine di giornale e messaggi da inoltrare
social sempre più attivi ci limitano il pensiero
dopo il sesso ancora un’altra dose
ma Deborah non sa riconoscere se lui è l’uomo nero
quello dei racconti di paese
che da piccoli non facevano dormire
e tu immaginavi l’arrivo delle fate
favolette che non hanno fatto bene all’amore.
E noi ancora qui
a domare l’incendio che un frutto può causare
proibito a tutti tranne a chi sa masticare
il tuo corpo in ballo come un caramella da scartare.

#senzapalle

Occhi che scrutano corpi e leggono menti, rende tutto più facile il sacchetto dei sementi. Coltivi amore, accanto qualche seme d’odio, crescono piante di rancore fra querce secolari spettatrici inermi di un abbandono mai immaginato.
È vero, ti ho spiato nella crescita, tu uomo, hai lasciato il segno sulla piaga maledetta e non sei riuscito a tornare indietro.
Tu, eri.
Eri salita verso il cielo, eri seme nella terra e carbone in mezzo al fuoco. Tu, c’eri, ma hai dimostrato con il tuo abbandono di non possedere coscienza, uomo con le palle senza.

Laik

Oggi si sono scagliati tutti contro Millie Bobby Brown, di anni 14. In questo caso come in altri nessuno ha mai il coraggio di mettere in piazza i propri difetti, i pensieri sbagliati e i peccati da andare all’inferno. Tutti anime candite. La vera rivoluzione è quella di chiudere tutti i social e tornare a respirare l’aria delle vostre città, malate di solitudine e fotografie da innaffiare con like a prescindere.

La gabbia

Ti volti e annienti questo cuore mio
distruggi il tempo che per noi ha creato Dio
dai tuoi capelli mossi non riesco a capire se ti allontani o scappi
eppure insieme abbiamo liberato i cani rabbiosi rinchiusi nella gabbia della solitudine.
Adesso, adesso
senti salire il fiato
corri, corri
eppure siamo fermi alla base della montagna
e restiamo inermi alla prima fermata della vita.
Posso, posso
riprendermi quel posto
condividere quel tempo che per noi ha creato Dio
Adesso, adesso
torna indietro e ricuci questo cuore mio.

Dalla realtà alla fantasia

Mi hai detto la verità
oppure tremavi per il freddo
l’ultima volta che ti ho vista
mi hai incantato con lo sguardo.
Tenersi tutto dentro
non dimostra alcun coraggio
e mettersi tutti contro
non facilità il passaggio.
Dalla realtà alla fantasia
una linea temporale
che trasporta questo amore
la paura diventa una scusa
per evadere.
Pronto soccorso magari mi vesto
e torno a prenderti nel buio pesto.
Mi rimangio le parole
anche quelle mai dette
un amore va dimostrato
senza metterlo alle strette.
Guardarsi negli occhi fissi
impara a conoscersi
ora impara il talento
di sognare un altro mondo.

Capolinea

Non conosco la destinazione, solo fermate intermedie ai margini del cuore. Amori cercati, smarriti, costruiti o esauriti. Corpi senza gravità su un letto senza lenzuola, solo brividi di febbre per notti fredde mentre il tempo scorre e nessuno controlla il pilota automatico finché non lo vedi sbattere.
Non lo vedi sbattere il tuo sporco viso contro gli occhi di chi osa giudicare, non lo vedi sbattere il tuo lurido cazzo contro cosce che non sono altro che corpi in vendita. Insegui, piangi, sudi e ti sorprendi a faticare, a spingere le spalle contro un muro che non lascia scampo, che consuma in un lampo la passione che consuma l’amore e muore come la farfalla appena venuta a galla.

Bua

La quantità di polvere sopra i mobili indica chiaramente la tua assenza da questa casa, ma non dalle cornici in bella vista in soggiorno, fotografie delicate come neve che scende fuori stagione, ma fa freddo soprattutto dentro questo mio indifeso cuore. Muoiono le piante crescono i ragni, diventano grandi invadono gli angoli di casa e gli spigoli maledetti in cui ogni volta inciampo, quando c’eri tu ridevi sempre ma dopo mi medicavi con un bacio come fanno i bambini con la bua. Questa è ancora casa tua, folle abitante di una stanza nel vento che vola sempre più lontano.

Le favole

Le favole non esistono, si inventano. Si lasciano crescere gli alberi e sorgere il sole, come per i disegni dei bambini. Poi si cerca il principe di turno e la principessa da baciare. La vita è un disegno, la matita un impegno i colori l’orgasmo.
Una mappa da decifrare, quaranta passi verso il mare, un capitano da salutare per una storia che non vuol partire. Unisci i puntini, aguzza l’ingegno, trova le differenze e impara a vivere, resta bambina e inventa nuove favole, ogni volta che finisce, ogni volta che il mare non lo sai colorare, e i colori dei vestiti sul foglio non sono gli stessi che gli occhi percepiscono, ma nascondono la fantasia, la verità.

Le favole

Le favole non esistono, si inventano. Si lasciano crescere gli alberi e sorgere il sole, come per i disegni dei bambini. Poi si cerca il principe di turno e la principessa da baciare. La vita è un disegno, la matita un impegno i colori l’orgasmo.
Una mappa da decifrare, quaranta passi verso il mare, un capitano da salutare per una storia che non vuol partire. Unisci i puntini, aguzza l’ingegno, trova le differenze e impara a vivere, resta bambina e inventa nuove favole, ogni volta che finisce, ogni volta che il mare non lo sai colorare, e i colori dei vestiti sul foglio non sono gli stessi che gli occhi percepiscono, ma nascondono la fantasia, la verità.