Quelli 

Quelli che si chiamano fra loro “amore”, con la stessa facilità con cui lo dicono al cane, comunicano assenze nei sentimenti che non hanno mai saputo comprendere. E il letto la mattina non è mai disfatto, più di quanto può richiedere la presenza di due corpi addormentati, sotto le coperte privi di scoperte. Quelli che sono così e quelli che sono anche peggio. 

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Cambiando

Ha cambiato vita la lumaca, il giorno in cui la pioggia ha smesso di prepararle la strada. Ha cambiato il mondo questo suo modo di pensare, non restare indietro è sempre un’arma a cui ci si può affidare. Ha costruito il tempo, il senso del cambiamento che ci portiamo tutti dentro, il futuro è un lampo e noi ci stiamo sbagliando.
Ha cambiato tutto, questo strano sentimento chiamato amore che invece è come una ciliegia sulla torta che nessuno mangia per paura di sporcarsi le dita, tu, proprio tu mi hai cambiato la vita.

Portami dove vuoi tu

Portami lontano da qui, più vicino a un posto che potremmo chiamare isola del sole. E dopo portami nel mondo che è stato, dove hai abitato da piccolo e pensavi che non sarebbe cambiato mai.
Adesso portami dalle ragazze, quelle che si spogliano delle incertezze, non quelle che restano nude per avere carezze. Portami dove il cielo è ancora azzurro, nonostante il nero di questo rapporto umano fasullo. Portami a camminare sull’erba, tenendomi per mano e tenere profondamente a questa mia voglia di stare ancora con te, per sempre insieme.
Portami dove vuoi tu, e che ogni giorno sia di più, e ogni notte solo tu.

Scusa Ameri

Seguivamo la partita attraverso la radiolina a transistor e si percepiva attraverso la voce del radiocronista l’agonismo riversato su quel campo di calcio, il fiatone dei giocatori rincorrendo un pallone lungo la linea laterale, per evitare il fallo. Era tutto così reale, l’immaginazione scolpiva l’azione del gol nella mente, tanto da indurre a ripeterla in casa con un pallone fatto da carta di giornali, imitando il tuffo del portiere sul letto. E Mamma che dall’altra stanza si faceva sentire, come Sandro Ciotti che interrompeva la radiocronaca dal campo di gioco descritta dal collega per annunciare un gol: scusa Ameri scusa Ameri, ha segnato la Roma, Di Bartolomei ha portato in vantaggio la sua squadra con un calcio di punizione calciato con una potenza impressionante, imparabile per il portiere della squadra avversaria.

Rimonta 

Non mi spendo oltre per scendere in basso, cambio opinione su tutto e mi ricarico con una tazzina di caffè. È il cielo che ti manda, occasione sviluppata dalla pagina di un libro, le parole che si rovesciano nel tinello della mente. Si, ma nessuno sarà mai in posa a decidere per me, la fotografia la scatta l’occhio non il pulsante. Ci sono tantissime cose che non conosco, eppure viaggio ancora nelle decisioni della gente entrando senza ombrello e uscendo col cappello.
Che maniere, non esiste più la buona educazione, quella che permetteva un posto a sedere alle persone anziane sul bus senza doverlo pretendere, e il comune senso del pudore, che permetteva alle bambine di non spogliarsi eccessivamente oltre la spiaggia, perché il tempo passa e continuiamo a misurarlo, invece l’età non si calcola più all’anagrafe ma attraverso lo sviluppo del culo e delle tette.
In fondo al cuore, senza attraversare le strisce pedonali per giungere a una destinazione che non prevede ritorno sentimentale. Possiamo uscire insieme se vuoi, ma i ricci lasciali a casa, indossa il mio cappello di corteggiamento e aspettati per adesso solo un bacio, in attesa di una crescita che prevede solo un vestito bianco addosso a te e la voglia di togliertelo addosso a me.
@ToniM2017

Il sasso

Mi impegno a cercare il sasso, per tutto il sogno, come il ranocchio nello stagno che cerca l’oro negli occhi della fanciulla innamorata, persa sulle pagine del diario senza più pagine, strappate per creare barchette da spingere in direzione dell’albero della vita.
Mi guardo in giro, cerco di inventare un futuro per poter invertire il senso di smarrimento che attanaglia questi poveri vecchi in rotta di collisione con questi giovani stronzi, che poi alla fine l’età avanza per tutti, quando non ci si incontra con pistole e pugni non usciti dal sonoro dello schermo cinematografico ma dalla pazzia di un tremendo incremento geografico dell’umanità.
Torno a cercare il sasso e mi rendo conto che sto cercando me stesso, eppure nello stagno non mi riconosco, saluto il ranocchio e mi sveglio.

Eva Kant

Disegno di Matteo Buffagni ©️Astorina

Bionda. Ma non dice sempre si. Neanche al suo compagno, dopo la svolta avvenuta in un albo del 1974, Un amore nuovo.
“Spesso mi tratti come se fossi una ragazzina…invece vicino a te non c’è una ragazzina ma una donna che si chiama Eva Kant!!”
Eva Kant fa la sua prima apparizione nell’albo N°3. L’arresto di Diabolik vede dunque svolgersi il primo processo a Diabolik, con conseguente condanna a morte, tramite ghigliottina, come uso da quelle parti. E’ il primo marzo del 1963, e le prime pagine di quel numero sono completamente dedicate a questa nobildonna, elegante e schiva, Lady Kant . Lei è la vittima destinata al colpo del Re del Terrore, in quanto proprietaria di un gioiello di inestimabile valore, quel diamante rosa che ancora in un paio di occasioni verrà tirato in ballo nel corso degli anni, un diamante però falso che farà comunque incontrare Diabolik e Eva, prima minacciata di morte e poi amata dal temibile criminale. Perchè Lady Kant non è quella che sembra. E scopriremo molto di più del suo passato dal 2003, con la pubblicazione del Grande Diabolik “Eva Kant. Quando Diabolik non c’era.”
Sarà compito di Giorgio Marchesi, nel periodo di pubblicazione dell’albo d’esordio di Eva Kant ha disegnare il suo volto, che su suggerimento di Angela Giussani sarà ispirato a Grace Kelly. Nel corso degli anni successivi abbiamo visto completare l’evoluzione dell’immagine giungendo alla definita figura disegnata da Sergio Zaniboni, disegnatore ufficiale del personaggio per molti anni.
Toni

È la che trovi la bellezza

Sulle strade non ancora percorse
quelle con l’ ombra tra gli alberi
e kilometri di frutti da assaporare
(con la lingua, la stessa che ha osato posarsi sul sesso)
fra ciuffi di capelli che fra un po cambieranno piega
sotto gocce di pioggia che l’estate arida ha salutato in cartolina
di ritorno dal giapponese mangiando una mela perché il nodo alla gola indica l’emozione dell’incontro proibito.
Scendiamo a guardare il tramonto
smontando il finestrino ad uso schermo tv
eppure di questa notte che nasce
l’unica bellezza che ammiro sei tu.

Auguri 

È un ricordo oppure sparisco
somigli alla donna che ho amato
mentre invece la vita scorre
e il futuro è un carrarmato.
Chissà invece chi tu ami veramente
dietro la sentenza di seminfermita’ permanente
secondo te è amore
regalare le ciabatte con la faccia da leone.
Auguri auguri auguri
a chi il desiderio non lo compra
sotto la minaccia di un’altra bomba
Auguri auguri anche a te
così splendente senza di me
Auguri a chi ci sente
a chi non appartiene al nostro presente.
È un ricordo oppure uno sbaglio
mi crei un trauma che ora svengo
eppure io sono con te
con le tue idee tra i miei perché.
La ferita è profonda
sotto il tradimento che ci circonda
adesso un abbraccio è sincero
se resta diviso tra i nostri due destini.
@ToniM2017 (15.09.)

Blocco di partenza

Qui
la vita è uno sbaglio
neanche soli è meglio
non ci rimane che, la luna piena.
Qui
fuggire è un consiglio
conviene darci un taglio
prima ancora che, la lama affondi.
Accusare non è un esecuzione
vive male chi si crede il padrone
anche delle idee rubate
se la testa non è quella
non si accende la scintilla.
Imparare da chi resta da parte
il trucco per capire l’arte
di saper condurre il gioco
di accontentarsi di poco
tutti noi al blocco di partenza.
Qui
mi sento fuori luogo
accontentarsi non è poco
disarmante la speranza di cambiare.
©️ToniM2017 13/9