I giorni dopo

Ci sono giorni dopo che non avrei mai voluto vivere
senza di te
La sera sento un vuoto nello stomaco anche se ho mangiato
tutti i ricordi con te
Al supermercato compro tutto senza glutine
cucino anche per te.
Quando deciderai di tornare
avverti prima così provo a vomitare
tutte le fotografie di noi insieme
fatte al mare e quando facevamo l’amore
Se proprio pensi di tornare
avverti prima che le lenzuola sono da cambiare
ho dormito sempre solo senza orario
ma le lacrime non hanno trovato posto sul mio diario.
Ci sono giorni dopo che aspetto di veder passare
per non pensare (più) a te.

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L’amore

L’ho smarrito ieri sera
quando sono andato a dormire ancora c’era
gli piace molto stare alla finestra
guardare il mondo com’è fuori dalla stanza.
Non sono uscito a cercarlo
si assenta spesso è un vagabondo
ma questa volta non posso perdonarlo
anche se esiste solo lui al mondo.
L’amore è un tormento
una partita senza fine
una foglia nel vento
nutella spalmata sul pane.
L’amore questo sconosciuto
non è mai quello che credevi
una soluzione non è mai un aiuto
anche se nel tuo cuore ci speravi.
L’ho smarrito ieri sera
diceva di essere l’amore
però nessuno mi ha avvisato
qualcuno che c’era già passato.

Avevi ragione

Avevi ragione, la vita non si vive da soli, si deve trovare un passeggero che sappia condividere con te le buche, le strade sbagliate, i cartelli stradali e le strisce orizzontali consumate.
Qualcuno che conosce la direzione da prendere o perlomeno l’intuito di evitare di passare con il giallo al semaforo delle occasioni, occhi come vestiti usati da condividere.
Avevi ragione, non è facile vivere con chi intorno a te continua a ripetere “se lo dici tu”, come se la sapienza fosse una grotta da esplorare e non un animale senza nome da studiare.

Testo a tre

“Una vita passata ad aver paura di innamorarsi
di innamorarsi della persona sbagliata
come se l’amore fosse un errore
e non un sintomo da esplorare.”

Poi un giorno si incontrarono: un caffè caldo, due chiacchiere e la netta sensazione che niente sarebbe più stato uguale. O più semplicemente che tutto sarebbe stato diverso.
In quel preciso istante, con il cuore accelerato e lo stomaco sottosopra, si scoprì malato della sola malattia da cui non si guarisce mai.
Tornando a casa, più tardi, aveva la leggerezza di chi, a ogni passo, si lascia dietro tutto ciò che ha sempre temuto e si rendeva conto che l’unico errore sarebbe stato aver paura di cedere a quegli occhi.
L’amore apparentemente non è per tutti, lasciarsi andare e fidarsi non è da tutti. Ci vuole coraggio e una buona dose di pazzia per dare a qualcuno le chiavi non solo del proprio cuore ma anche consegnarli le istruzioni per farti a pezzi. 
Un conto è lasciarsi spogliare l’altro è rimanere nudi senza le proprie difese in balia di un sentimento. E questo, ahimè, lo so bene. . .

Il 30 maggio scorso ho pubblicato la strofa iniziale riportata in alto, chiedendo di scrivere un seguito sotto qualsiasi forma nei commenti. Questo è il risultato ottenuto, e ringrazio pubblicamente Chiara e Nicole per aver partecipato. 💟

Chiara Cos-sta(nza)

Il film della propria vita

Siamo treni senza destinazione certa, su binari costruiti sopra castelli di carta. Siamo il sole a mezzanotte e la luna immersa nel vino in botte.
Siamo ubriachi per noia e pornografi per necessità. Siamo la canna del fucile che spara contro la povertà, il coltello dalla parte del manico, uccidiamo animali senza pietà.
Siamo una danza a luci spente, una scia di colori per chi si pente, una mazza da baseball che ci difende dalla stupidità di chi offende. Siamo le scale di chi sale e l’ascensore di chi sale, il caffè di chi si alza al mattino e il pudore di chi si rifugia nel vino. Siamo gente che si lascia, pensieri di chi torna, manifesti per chi guarda il film della propria vita.

Questa notte è un errore fatto a matita

Una stanza, una finestra
il buio oltre il vetro
occhi imprigionati in un risveglio improvviso
come quando i sogni spaventano
disegni che si cancellano aprendo gli occhi.
Un orologio, un libro
il tempo dentro il sonno
parole consumate in un desiderio struggente
come quando i doni si scartano
magie che si inventano muovendo le mani.
Siamo orme delle ombre
facili prede di errori ammaestrati
nuvole di vino per notti balorde
sesso consumato senza protezioni
invenzioni lanciate senza paracadute.
Siamo noi senza mai
viaggio nel futuro senza ritorno
prezzo da pagare per anime dannate
correndo senza fiato intorno al mondo
kilometri di promesse da ricordare.

testo ©Tony2015
titolo post Laura @Ladaphne Marziali

Resta ancora

Vuoi ancora andare via da qui?
Lasciare che il tuo posto sia preso da un altro?
Oppure desideri mantenere l’equilibrio per conquistare il suo stato d’animo?
Resta ancora una notte, se credi un giorno in più, e non lasciarla mai sola, con gli occhi si conquista più di un gioiello o una macchina sportiva, il portafogli e la vacanza estiva.
Resta e aspetta che il suo cuore capisca l’impulso fino a cercare l’angolo buio da illuminare, con il bacio del per sempre insieme.

Il binocolo

Serve per guardare più lontano, ma
lontano dove, lontano quanto.
Lenti che ingrandiscono le immagini, panorama esteso più vicino, vicino da prenderle per mano. C’è il mondo intero dentro il binocolo, dal mare alle montagne, fino a scoprire di poter spiare senza essere visti, violare quel rispetto che ci rende disonesti. Eppure siamo noi, siamo questi, oltre l’obiettivo di una vita senza resti, oltre il tentativo di volare sopra i tetti.

Giugno

Giugno è un solitario con le carte
una bottiglia da riempire
un amore da ritrovare.
Giugno è il sale del mare
una partita da giocare
una tentazione da superare.
Giugno è un bacio sulla bocca
una speranza che ti tocca
un dolore che ti blocca.
Giugno è la vita di un bambino
un cane per strada smarrito nel destino
un se vuoi che ti cammina vicino.
Giugno è la mano di una madre
una pallottola sparata da un infame
il sangue che ci scorre nelle vene.
Giugno siamo noi amica
ci incontriamo a metà strada
e il resto del cammino ce lo dividiamo su un altalena.
©ToniM2015